221. Viaggione in Giappone.1

Ritengo che il viaggiare sia l’attività più meritevole di spese fra tutte quelle della nostra vita quotidiana contemporanea. C’e chi spende per fare shopping, per le marche e per i vestiti. Chi spende per l’arredamento o i locali alla moda. Io ho sempre speso solo per viaggiare e per produrre arte, sia in periodi in cui non avevo una lira e risparmiavo su ogni cosa per partire, magari in autostop e dormendo negli ostelli, sia in periodi dove sono più coperta e strutturata. Ma sempre non mi faccio mancare viaggi, sia per il mio lavoro e la mia ricerca artistica, sia per puro piacere e pura curiosità.

 

Ho quindi coinvolto Sole da quando è nato, in piccoli o medi viaggi, come quando a dicembre 2019, a soli tre mesi, siamo andati ad Ischia in treno e nave: molti amici e parenti mi dicevano che ero pazza a portare in giro un neonato, ma io sapevo cosa facevo e prendendo tutte le precauzioni abbiamo fatto una meravigliosa vacanza! (per esempio prendendo la carrozza business di trenitalia in cui esiste un posto unico, che non ha vicino nessuno, dove si può mettere la carrozzina, per farlo dormire comodamente senza tenerlo in braccio. Oppure lasciar scendere tutti e poi scendere noi per ultimi in modo da non farci raggiungere da eventuali batteri ed avere una distanza di sicurezza – il covid non era ancora arrivato, ma io con un bebè dovevo conoscere i metodi per proteggerlo!).

L’ho portato con me in weekend in campagna, settimane in montagna (in family hotel), viaggetto a Budapest, viaggio e crociera nei paesi Nordici, incursioni in macchina in Friuli e Slovenia… ed è sempre stato un ottimo compagno di viaggio, col quale ridere a tutto spiano. Devo riconoscere che io sono sempre stata una brava mamma, che ha sempre tenuto conto delle sue esigenze, a seconda della sua età, rendendo il viaggio più piacevole per lui e quindi anche per me. E non mento se vi dico che con lui ridiamo sempre da matti, e mi diverto molto di più che con una larga maggioranza di adulti!

 

Ma adesso che Sole ha cominciato la scuola e ha sei anni e mezzo, mi sono avventurata in un viaggio grande e lontano: il Giappone! Ho deciso di provare a viaggiare, per la prima volta in vita mia, con un viaggio organizzato, Avventure nel mondo family. Dopo parecchie riflessioni mi sono un po’ buttata, perché Sole adora il Giappone, adora i Pokémon, i ninja, il cibo e molto altro.

Io non ho mai viaggiato in un viaggio organizzato in vita mia, perché per me il viaggio è l’apoteosi della libertà. Però, con Sole, col quale mi sono spostata in Europa e in Italia da sola facilmente, ho pensato che per andare così lontano sarebbe stato bello avere un gruppo di sostegno e di riferimento.

 

Quando mi sono iscritta, mi sentivo stressatissima, perché le persone di questo gruppo, già da 4 o 5 mesi prima, cominciavano a chiedere i documenti che ci volevano, la decisione per l’itinerario, prenotare le cose mesi prima, e non è esattamente il mio modo di viaggiare… Sapevo però che tutto sarebbe andato bene, perché io e anche Sole siamo degli ottimi viaggiatori. Inoltre, avevo una grandissima paura del fuso orario. Sono sette ore di differenza in avanti. Vuol dire che quando sei là, che arrivi dopo 20 ore di viaggio dove non hai dormito quasi niente di notte, e arrivi alle sei del pomeriggio, ma per loro già sono l’una di notte, e quando vai a letto ti svegli sette ore prima del solito…avevo una grandissima paura di non farcela! Sole che è più mattiniero, pensavo che resisteva meglio di me al jet lag e al viaggio, perché lui negli aerei e nei treni e nelle macchine dorme sempre, io no. Comunque la mia dottoressa mi ha dato la melatonina e anche la pediatra mi ha consigliato una melatonina specifica per lui.

 

A Linate, pronti per partire!!
Sole ci ha pilotato brillantemente sino a Fiumicino, per poi imbarcarci sul Roma-Seul e Seul Tokyo
23 ore dopo la partenza…. eccoci!
Il famoso incrocio di Shibuya a Tokyo

 

E così il giorno della grande partenza è arrivato, ci siamo trovati all’aeroporto di Milano con alcuni che partivano dal nord, e poi abbiamo incontrato degli altri a Roma, e da Roma ci siamo imbarcati sull’aereo per Seoul e da Seoul per Tokyo. Quindi siamo partiti il venerdì e siamo arrivati il sabato sera, orario giapponese.

 

Ah, premetto che loro avevano già deciso che la mattina alle nove del primo giorno avrebbero girato la città di Tokyo tutto il giorno con una guida. E io ho detto: assolutamente no. Saremo stanchi del viaggio, ci sono sette ore di fuso orario di differenza, per cui svegliarsi alle otto di mattina vorrebbe dire svegliarsi all’una di notte per il nostro corpo, e quindi noi quella mattina ce la siamo presa con calma. Abbiamo dormito fino alle 12.30 del nuovo orario, ci siamo svegliati e vestiti coi nostri ritmi e siamo usciti a Tokyo a fare colazione con un pranzo giapponese in un posto tipico con ramen e altre cose varie che sole ha gustato tantissimo.
Poi abbiamo fatto un itinerario personale molto bello, raggiungendo infine gli altri alla sera a Shibuya, il famoso incrocio di Shibuya, che io assolutamente dovevo vedere, perché sarà il luogo della mia prossima performance sulla lentezza (The Slowly Projet). Da quando ho cominciato il progetto nel 2002, avevo deciso che l’avrei fatto a Milano, a New York e a Tokyo. L’ho fatto a Milano, a Modena, a Basilea, l’ho fatto New York e lo farò Tokyo. Adesso ho fatto una perlustrazione e prima o poi farò la urban interactive performance: perchè io le cose – con lentezza, con lentissima lentezza – le faccio tutte.
Il secondo giorno di Tokyo, il gruppo andava a vedere un museo interattivo prenotato dall’Italia molti mesi in anticipo, ma a me sembrava assurdo essere due giorni e mezzo a Tokyo, e andare dentro a un museo interattivo poichè non c’è bisogno di andare fino in Giappone per vederli, ne vedo tantissimi anche da noi! Quindi Sole ed io non andiamo col gruppo e facciamo un bellissimo percorso andando prima al tempio Senso-ji, che è il più grande e il più antico di Tokyo, dove fra l’altro c’è il gioco dei bastoncini divinatori, in cui si estrae un bastoncino da un contenitore, e si legge il responso sul relativo bigliettino riguardo alla buona o cattiva fortuna. La cosa più dolce ed emozionante è che entrambi, prima Sole e poi io, abbiamo estratto il bigliettino numero uno, che è quello della massima fortuna. È stata veramente una bella gioia e questo biglietto in giapponese pieno di parole di buon auspicio e  fortuna, appena tornata me lo sono già appeso in casa!

 

La grande lanterna nel portale di accesso al tempio

La pagoda a 5 piani

un ‘giardino giapponese’ parte del complesso del tempio Senso-ji

Il biglietto numero 1, 大吉 — “Grandissima Fortuna” Il testo poetico centrale dice circa:

 

“Come un tesoro che emerge dalle profondità del mare,
raggiungerai una posizione elevata e tranquilla.
Le persone guarderanno a te con rispetto e speranza.
Le tue opere e i tuoi desideri si realizzeranno felicemente.”

 

 

Non si fanno mancare un po’ di imitazione americana con un ponte simil-Brooklyn e una fedelissima Statua della Libertà!

 

 

Dal Senso-ji avevo visto – viaggio sempre con le guide, questa volta con la Lonely Planet – che camminando circa una decina di minuti, si andava al Pier, all’imbarcadero, dove ci si poteva imbarcare su un futuristico battello che portava sino alla baia del porto di Tokyo, dove ci saremmo dovuti incontrare con gli altri per andare a vedere il grande Gundam, quella specie di Transformer che solo i bambini adorano, una statua gigante di 10 metri di altezza. Quindi, invece di prendere la metro perché non fare questa gita panoramica in barca per andare fino alla baia del porto? È stata un’esperienza bellissima vedere tutta la città dall’acqua e i numerosi grattacieli e ponti. Sole si è rivelato un fotografo emozionatissimo ed entusiasta, ha fatto tantissime foto davvero belle!

 

Poi con gli altri siamo andati, un’altra attività che avevano prenotato dall’Italia, ma che avevo deciso di fare con loro, sulla Tokyo Tower, altissima che domina tutta la città. E sapete il regalo più bello che abbiamo ricevuto? Era l’orario del tramonto. C’era un pochino di pioggia e il tempo era stato un po’ variabile e nuvoloso tutto il giorno, ma a un certo punto è spuntato il sole e abbiamo visto un arcobaleno nitidissimo, quasi il più bello che io abbia mai visto, circondare tutta Tokyo. Ci siamo fatti delle fotografie che mi rimangono ancora nel cuore: un altro importante segno di buon auspicio, di bellezza e di eccezionalità, che un arcobaleno improvviso e fortissimo ti lascia nel cuore.

 

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