Mio papà, milanese, era un grande amatore ed esperto della montagna, e ho passato tutte le estati della mia infanzia alternando i lunghi soggiorni nella casa viserbese dei miei nonni al mare, con le vacanze di tutta la famiglia in montagna, rigorosamente ogni anno a luglio e in un posto diverso.
Ho imparato da mio padre a camminare per lunghe ore, a salire sui sentieri di montagna con passo sicuro e regolare e a discendere saltando a balzelloni. Ho imparato qual’è l’abbigliamento adatto, la bellezza di arrivare ai rifugi e vedere i panorami, e anche a coltivare la costanza e a praticare la fatica. Non è che a quel tempo fossi consapevole di tutto questo. Era qualcosa che si faceva e basta. Le vacanze in montagna erano sicure come l’estate che arriva dopo l’inverno. Ricordo che sin da piccola camminavo molto e facevo senza lamentarmi lunghissime escursioni e passeggiate, divertendomi pure, però tutto finì dopo l’adolescenza, perchè quando diventai più grande e potevo scegliere le mie vacanze, preferivo andare via con gli amici oppure viaggiare, che è sempre stata la mia passione.
Ma da quando sono diventata mamma, la mamma di Sole, anche per onorare mio padre che non c’è più, ho cominciato a sentire il desiderio di portare anche lui a fare le vacanze in montagna, per continuare una tradizione di famiglia, per poter insegnare a Sole ciò che ho imparato io e sentirmi parte di una eredità e di una trasmissione di saperi, magari anche perchè il mio inconscio aveva bisogno di far sgusciare fuori quei ricordi di infanzia in montagna – quelli in cui mio padre era felice, mentre a Milano era sempre teso e dedito al lavoro – quelli in cui, come diceva mia madre, al papà in montagna “puoi chiedere anche la luna”, e lui te la dava. Mi sembra molto importante trasmettere tutto ciò a Sole, e inaugurare con lui una tradizione ‘nostra’, che si aggiunge a quella della mia famiglia, delle nostre estati in montagna. Cominciai ad Andalo, quando aveva due anni e mezzo, località famosa per i family hotel e le attività per i bambini, poi andammo l’anno seguente a Folgaria, con un gruppo di famiglie, poi a 4 anni e mezzo in Val di Sole (l’avevo scelta ANCHE per il nome!), mentre invece l’anno scorso siamo andati a Legoland in Danimarca e poi ci siamo imbarcati per una crociera nei Fiordi con sole di mezzanotte, per cui abbiamo saltato la montagna, godendo del fresco del Nord e poi installandoci come al solito a Viserba per il resto del tempo, fra spiaggia, lavori, progetti, giochi e ospiti.
Quest’estate invece avevo in mente di andare in montagna, ma l’ho prenotata all’ultimo, come spesso è mia abitudine (perchè così individuo esattamente i giorni in cui voglio e posso partire, che molto in anticipo non so e perchè organizzare una vacanza richiede energie e tempo che spesso non ho) e ho scelto prima la destinazione poi l’albergo. Volevo delle montagne whau! ora che Sole è più grandino, ho scelto la val di Fassa, e ho chiamato i family hotel in zona, trovando posto e un’ottima offerta in una struttura a Vigo di Fassa, in cui ci siamo trovati benissimo.
Che meraviglia!!! Paesaggio mozzafiato, nomi di montagne, vette, rifugi che avevo fatto o ricordavo da bambina, che proustianamente sono riemersi ad uno ad uno, causandomi una gioia impalpabile e intensissima, nel rivivere questi luoghi, ora che sono grande, con Sole, ripetendo le esperienze della mia famiglia d’origine con la mia famiglia nuova, di adesso. Siamo riusciti a fare passeggiate piuttosto lunghe, anche se ancora non lunghissime – ogni anno allungo un po’ l’obiettivo e la lunghezza delle passeggiate con Sole, ma avevo visto già in Giappone (un giorno avevamo fatto 23.000 passi!) e so che quando è motivato ha già imparato da me a camminare tanto e l’ho portato in delle belle escursioni.

IMG_5412 









