The Finger & the Moon #3 – The videos

 

The Finger and the Moon #3.1. Pre Performance, 2012-2024, Italy, colors, 16’33”, video su USB serigrafata, ed.48+2ap

The Finger and the Moon #3.2. Performance, 2012-2024, Italy, colors, 13’31”, video su USB serigrafata, ed.48+2ap

 

Performance: Chiesa sconsacrata del Museo di S. Agostino, Sett 2012

Abito della Performance: serie di scatti fotografici su tessuto, realizzato in collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti

Serie di composizioni fotografiche, dim. var. 2012-2025

 

 

Le due opere video nascono dalla performance collettiva  The Finger and the Moon #3, realizzata dall’artista a Genova nel 2012, dopo un anno di lavoro preparatorio e di coinvolgimento delle comunità spirituali del territorio. I video hanno richiesto 12 anni di lavorazione e sono stati presentati in prima mondiale nel dicembre 2024 al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova.

 

The Finger and the Moon#3.1 si snoda attraverso squarci e sguardi sul lavoro di relazione con le persone svolto da LIUBA sul territorio genovese nell’anno precedente la performance.

The Finger and the Moon #3.2 è un mosaico di voci e di frammenti tratti interamente dalla performance partecipativa.

 

Il dittico video è pubblicato in edizione limitata e firmata di 48 esemplari + 2 prove d’artista.

Il cofanetto The Finger and the Moon #3, prodotto nel 2024, comprende i due video su chiavetta USB serigrafata e la stampa dell’immagine fotografica che ha originato l’abito di scena – una composizione di luoghi di culto fotografati dall’artista a New York nel 2012 – insieme alla presentazione del progetto in italiano e inglese.

 

Regia, montaggio e colonna sonora sono a cura di LIUBA, che concepisce la trasformazione delle performance in opere video come parte integrante della propria pratica artistica. La componente sonora intreccia musiche sacre di diverse religioni, con il contributo alla ricerca musicale di Carlo Sliepcevich e Luigi Lanosi Giada.

Le riprese, realizzate in condizioni luministiche pensate per preservare l’atmosfera intima e spirituale della performance nella chiesa gotica del Museo di S.Agostino a Genova, si confrontano con le sfide tecniche poste dalla penombra e dalla libertà di movimento dei partecipanti.

 

IL PROGETTO

 

The Finger and the Moon #3 è una performance partecipativa, cui hanno preso parte esponenti di diverse confessioni religiose, che hanno meditato insieme in una performance-rito collettivo.

The Finger and the Moon #3 fa parte del progetto in progress The Finger and the Moon, cominciato nel 2006 e ancora in divenire, che riguarda la spiritualità, il rispetto, la tolleranza, il dubbio, i gruppi umani e le differenze. È un lavoro per riflettere sull’importanza della spiritualità nella vita umana, ma anche sulla pericolosità del fanatismo.

 

Nello spazio della chiesa sconsacrata di S. Agostino l’artista medita, come nelle fasi precedenti del progetto, con le gestualità e le preghiere appartenenti alle principali religioni del mondo. Attorno a lei si muovono persone di varie realtà spirituali genovesi che hanno aderito al progetto, invitate a meditare ciascuna secondo la sua modalità. La performance, dunque, ha una forte matrice interattiva e si connota come una vera e propria azione corale, perché scaturisce dalla polifonia spirituale vissuta simultaneamente in uno spazio ricco di storia e di vissuto.

 

BACKSTAGE

 

La performance, curata da Alessandra Gagliano Candela (Accademia Ligustica di Belle Arti Genova), è stata preceduta da un lavoro di mappatura del territorio, costruendo un rapporto diretto con le diverse comunità religiose presenti e coinvolgendo direttamente gli abitanti della città ad esse appartenenti.

Il lavoro artistico di LIUBA ha già, da parecchi anni, una matrice interattiva e un interesse specifico alla realtà sociologica e urbana dei luoghi e delle persone che vi abitano. In questo progetto, l’artista, decide di andare ancora più a fondo in questa direzione, svolgendo una ricerca fra le diverse comunità religiose-spirituali presenti nella città e coinvolgendo le persone a partecipare direttamente e attivamente nella performance collettiva.

Il lavoro di ricerca antropologica e di contatti sul campo è durato circa un anno ed è stato portato avanti dall’artista insieme all’aiuto dell’antropologa Barbara Caputo e della curatrice Alessandra Gagliano Candela.

Hanno partecipato alla performance collettiva, insieme all’artista LIUBA, 12 persone di diverse fedi religiose e cammini spirituali.

 

PERFORMANCE

 

I partecipanti si sono incontrati con LIUBA nella chiesa sconsacrata alcune ore prima della performance. LIUBA ha sottolineato che era importante che ciascuno fosse se stesso e agisse con naturalezza e spontaneità, poiché si trattava di una performance e non di uno spettacolo teatrale.

Ciascuno era libero di meditare e pregare nella maniera a lui più appropriata, condividendola con gli altri, e rispettando soltanto alcune semplici indicazioni di regia spaziale.

 

Ognuno ha condiviso le motivazioni per cui aveva scelto di essere parte della performance e di meditare insieme a persone di diverse appartenenze religiose. Ogni partecipante era ben consapevole di essere parte di un’opera d’arte e al tempo stesso di un evento simbolicamente importante per l’accettazione e il rispetto delle varie spiritualità.

 

La performance collettiva è cominciata con tutti i partecipanti sulla grande scalinata, invitati a respirare insieme. Il respiro è, infatti, un bisogno e una pratica che unisce tutti gli uomini di ogni diversa provenienza e spiritualità.

Quindi LIUBA è discesa nella navata, in mezzo al pubblico, e ha cominciato a meditare con preghiere di diverse fedi.  Ad uno a uno poi anche gli altri partecipanti si sono incamminati lungo la navata cominciando le loro meditazioni, muovendosi nello spazio con libertà e improvvisazione, interagendo anche tra di loro.

 

La chiesa di S. Agostino, contenitore ricco di storia e di vissuto, si presta particolarmente bene alla realizzazione di questa performance-rito di grande impatto emotivo e concettuale: al suo interno una videoinstallazione presentava i video delle due precedenti tappe (The Finger and The Moon #1 e The Finger and The Moon #2, Biennale di Venezia, 2007 e Piazza S. Pietro, 2009).

 

La performance si è conclusa fuori dalla chiesa, nel mondo reale, nella vita di ogni giorno: la volontà dell’artista è, infatti, quella di mescolare l’arte con la vita.

 

LIUBA ha indossato per l’occasione un abito-opera, frutto di una nuova collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti, e costruito con le foto di edifici di differenti culti religiosi scattate dall’artista a New York e facenti parte della serie The Finger and the Moon #4.

LIUBA, The Finger and the Moon #3.1, 2012-2024, excerpt

 

LIUBA, The Finger and the Moon #3.2, 2012-2024, excerpt

 

THE FINGER AND THE MOON #3 – VIDEOS EDITION

 

Il dittico video è presentato in edizione limitata e firmata di 48 esemplari + 2 prove d’artista.

Il cofanetto The Finger and the Moon #3, prodotto nel 2024, comprende i due video su chiavetta USB serigrafata e la stampa dell’immagine fotografica che ha originato l’abito di scena – una composizione di luoghi di culto fotografati dall’artista a New York nel 2012 – insieme alla presentazione del progetto in italiano e inglese.

 

I due video sono dedicati all’omonima performance del 2012 nella Chiesa sconsacrata del Museo di S. Agostino a Genova. Il primo video #3.1 è dedicato al pre-performance, al lungo lavoro di relazione con persone appartenenti a diverse fedi, condotto a Genova per quasi un anno di lavoro e contatti. Il secondo video, #3.2, è dedicato alla performance partecipativa vera e propria. Entrambi i video sono stati presentati per la prima volta il 12 dicembre 2024 al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, con la curatela di Alessandra Gagliano Candela.

 

In un tempo in cui i conflitti tra fedi e identità religiose sono triste realtà in molte parti del mondo, The Finger and the Moon #3 mette al centro l’incontro reale tra persone che pregano secondo tradizioni differenti, trasformando la diversità dei gesti spirituali in un atto corale di convivenza. La coesistenza, nello stesso spazio, di pratiche e linguaggi spirituali eterogenei è possibilità concreta di dialogo, ascolto e sacralità condivisa.

 

 

DAL PROJECT STATEMENT DI LIUBA, THE FINGER AND THE MOON #3

 

“L’idea del progetto è nata vedendo la magnificenza della chiesa gotica di S. Agostino, ora
sconsacrata, e la sua emozionante spiritualità. Ho sentito il desiderio di riempire questo luogo di preghiere di diverse fedi e religioni, convinta che ogni strada spirituale – ogni ‘dito’ – sia feconda per vedere la ‘luna’, e di riunire persone comuni, in questo luogo speciale, che insieme condividessero il proprio bisogno di spiritualità, le proprie emozioni, il proprio corpo, le proprie storie e le proprie energie […]”.

 

“Credo nell’arte partecipativa come mezzo per attivare riflessioni, emozioni e sinergie profonde nell’animo delle persone. Ho cercato persone comuni, che venissero a partecipare col loro vissuto e che fossero loro stesse e non mi sono avvalsa di attori, che avrebbero potuto veicolare lo stesso concetto, perché qui il valore aggiunto è portare la vita e le persone, così come sono, dentro l’arte”.

 

THE FINGER AND THE MOON #3 AL MUSEO DI VILLA CROCE DI GENOVA

 

 

LIUBA

THE FINGER AND THE MOON #3

 

Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova

 

Giovedì 12 dicembre 2024 alle ore 17.30 presso il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova (via Jacopo Ruffini 3) ha avuto luogo la prima presentazione mondiale dei video del progetto multimediale di LIUBA The Finger and the Moon #3 (2012-2024). Hanno dialogato con LIUBA, in qualità di relatori, la curatrice del progetto, Alessandra Gagliano Candela (Docente e Vice-Direttrice dell’Accademia Statale di Belle Arti “Ligustica” di Genova) e Francesca Serrati, Direttrice del Museo Villa Croce.

 

LIUBA ha dedicato la presentazione di The Finger and the Moon #3 alla città di Genova e alla sua partecipazione attiva al progetto. I lavori di The Finger and the Moon #3, infatti, riprendono ed elaborano in forma di opere video gli esiti di una performance partecipativa costruita con e per i cittadini genovesi nel 2012, e dedicata ai temi della spiritualità, della pace e del sincretismo religioso.

 

Ai partecipanti della storica performance del 2012,  presenti in grandi quantità, l’artista ha regalato una copia numerata e firmata del cofanetto dell’edizione dei video. Inoltre è stato esposto per la prima volta al pubblico l’abito originale indossato da LIUBA per la performance genovese.

 

 

ALESSANDRA GAGLIANO CANDELA, TESTO CURATORIALE SUI VIDEO THE FINGER AND THE MOON #3, DICEMBRE 2024

 

” Rivedere a dodici anni di distanza le immagini della performance “The Finger and the Moon#3” genera sentimenti complessi, non solo perché si ricorda il lungo lavoro compiuto, non sempre facile, anzi spesso difficile, ma perché implica una considerazione più ampia sul significato che un’operazione di questo genere comporta. Non solo dal punto di vista artistico, ma relazionale e quindi umano. E se l’arte relazionale è stata per certi versi teorizzata dal testo di Nicolas Bourriaud, Estetica Relazionale, comparso alla fine degli anni Novanta (ediz.francese 1998), coinvolgere persone anche comuni in una performance è sempre interessante ed impegnativo.”

 

 leggi il testo completo

 

 

ALESSANDRA GAGLIANO CANDELA TESTO CURATORIALE  SUL PROGETTO, GENOVA 2012

 

“Il primo contatto con “The Finger and the Moon” è stata la diretta streaming da piazza San Pietro a Roma nel 2009: l’abito di LIUBA, che richiamava quello di una suora, nero, aveva il velo mosso dal vento. Ricordo che mi colpì il coraggio dell’artista.  Toccare il tasto delle religione di questi tempi era una scelta difficile, ma interessante.

Così, quando, venuta a Genova per un altro evento, mi ha detto di essere rimasta affascinata dalla chiesa sconsacrata di Sant’Agostino e di voler riproporre il progetto in una versione ampliata, come una performance collettiva, l’idea mi è piaciuta. Tanto più quando, approfondendo il concetto, ha  pensato di farlo precedere da un lavoro sul territorio.

 

L’impresa, tutt’altro che facile, ha confermato che nel campo della religione il vero dialogo è ancora in fase di costruzione.

Dopo una mappatura ad ampio raggio con le confessioni religiose storicamente maggiormente presenti sul territorio, il progetto è stato diffuso su un doppio canale: attraverso contatti personali, o attraverso Internet ed i social network, intrecciando tra loro contatti reali e contatti virtuali, il thé condiviso intorno ad un tavolo e quello idealmente bevuto insieme davanti allo schermo del computer.  La richiesta di coinvolgimento ha previsto due possibilità, sostenere in qualche misura finanziariamente il lavoro o partecipare alla performance.

 

La prima è subito apparsa la più difficile: le varie istituzioni religiose avevano già propri progetti nei quali impegnavano le risorse disponibili, di portata pluriennale come nel caso della Comunità Ebraica, o comunque decisi con larghissimo anticipo come per quella buddhista. Tutti hanno lodato l’idea, ma esservi coinvolti direttamente  si è rivelata tutt’altra cosa.

LIUBA non si è comunque arresa ed è riuscita a compiere un lavoro sul territorio di proporzioni ciclopiche, un’indagine a tappeto la cui vastità stupisce per la quantità degli incontri, solo inizialmente supportati dalla collaborazione dell’antropologa Barbara Caputo. Le foto del backstage ne mostrano la portata e testimoniano la costruzione di una rete che ha accompagnato la crescita del progetto, rivelando dietro il velo delle credenze religiose un desiderio di relazione umana, una necessità di condivisione che le arti visive dell’ultimo quindicennio hanno individuato con l’Arte Relazionale.”

 

THE FINGER AND THE MOON TRILOGY

 

Arte, spiritualità e dialogo interculturaleUn incontro tra pratiche artistiche e sguardi antropologici

 

Mostra personale di LIUBA a Visualcontainer [.BOX], Milano  8-18 novembre 2025

Opening: sabato 8 novembre 2025, ore 17.00 – 21.30
Talk: Arte, spiritualità e dialogo interculturale – ore 18.00

 

A cura di Alessandra Arnò

 

Visualcontainer[.Box] presenta The Finger and the Moon Trilogy, mostra personale di LIUBA, artista italiana che da oltre vent’anni esplora le connessioni tra spiritualità, corpo, società e partecipazione attraverso performance, video e pratiche relazionali. Il progetto, avviato nel 2006 e tuttora in corso, affronta il sacro come esperienza umana universale, denunciando al contempo i rischi del fanatismo, dell’intolleranza e dell’appropriazione identitaria del religioso. Attraverso le sue azioni, LIUBA costruisce un dialogo tra arte, antropologia e società, in cui la pratica artistica diventa spazio d’ascolto e trasformazione.

The Finger and the Moon nasce da una lunga ricerca dell’artista sulle principali tradizioni spirituali del mondo e sui loro linguaggi gestuali e rituali. Dai dialoghi con rappresentanti di diverse fedi – islamica, ebraica, buddhista, induista, cristiana, nativo-americana – hanno preso forma tre azioni performative, realizzate in contesti significativi e restituite in opere video, oggetti e installazioni.

La mostra riunisce per la prima volta i tre capitoli del progetto come unico itinerario visivo ed esperienziale.

 

Talk inaugurale – Arte, spiritualità e dialogo interculturale
Sabato 8 novembre, ore 18.00

 

In occasione dell’inaugurazione, il talk Arte, spiritualità e dialogo interculturale ha riunito studiosi e professionisti provenienti da diversi ambiti disciplinari per approfondire i temi centrali del progetto. Hanno partecipato al talk:

 

Nurgül Çokgezici – Psicologa, mediatrice interculturale e docente, UniUma – Università per la Mediazione Linguistica e Culturale di Milano
Nata nel 1984 in Kurdistan (Anatolia), arriva in Italia a nove anni durante la diaspora curda degli anni ’90. Laureata in Mediazione Linguistica all’Università UniUma e specializzata in Linguistica Moderna, ha una formazione in psicologia e pedagogia. La sua attività unisce educazione inclusiva, interculturalità e psicologia transculturale.

Giulia Evolvi – Ricercatrice in sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università di Bologna.
Sta conducendo un progetto europeo Marie Curie, MERGE, che studia media digitali, religione cattolica e questioni di genere. È visiting presso l’Università Ramon Llull di Barcellona e l’Università del Colorado a Boulder, dove ha conseguito il dottorato nel 2016. Ha insegnato all’Università Erasmus di Rotterdam e svolto un postdoc all’Università della Ruhr in Germania. Nel 2018 ha pubblicato Blogging my Religion: Secular, Muslim, and Catholic Media Spaces in Europe.

Davide Carnevale – Antropologo, Università di Ferrara
Insegna antropologia visuale ed è membro del Laboratorio Studi Urbani. Ha condotto ricerche tra comunità cristiane ortodosse in Italia, Moldavia e Georgia, e si è occupato di migrazioni, minoranze religiose, rappresentazioni visive e trasformazioni socio-territoriali. Nel 2018 ha curato per l’Osservatorio sul pluralismo religioso la prima mappatura dei cristianesimi est-europei in Emilia-Romagna.

Luca Panaro – Critico d’arte, curatore e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna
Vive e lavora a Milano. Insegna Storia dei nuovi media all’Accademia di Bologna e nei corsi di fotografia all’Accademia di Brera e all’Isia di Urbino. È fondatore di Chippendale Studio e dell’archivio Dummy Photobook, direttore artistico di Centrale Festival e Zenato Academy. Autore di saggi e curatore di mostre sulla fotografia e la videoarte.

Alessandra Gagliano Candela – Storica dell’arte e docente, Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, curatrice della performance The Finger and the Moon #3
Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia “Ligustica”, di cui è stata vicedirettrice. Storica e critica d’arte, ha curato mostre dedicate ad artisti moderni e contemporanei e pubblicato saggi su autori del XIX e XX secolo. Dal 2008 collabora con il “Festival dell’Eccellenza al Femminile” per la sezione arte.

strong>Enzo Gavino – Partecipante alla performance genovese.
Obiettore di coscienza, da sempre attento al tema della non violenza, appassionato di storia. Ritiene il dialogo l’unica via percorribile per immaginare un futuro condiviso.

LIUBA – Artista
Attiva tra performance, video e pratiche partecipative. Formata in Semiotica dell’Arte all’Università di Bologna, indaga il rapporto tra spiritualità, corpo, comunità e spazio urbano attraverso processi di ricerca territoriale e dialogo interculturale. Le sue opere sono state presentate in musei, biennali e contesti pubblici internazionali.

Moderatore: Alessandra Arnò – Direttrice di Visualcontainer
Artista, curatrice e docente. Si occupa di videoarte, media contemporanei e installazioni con attenzione a sostenibilità culturale, pratiche femministe e decolonizzazione dei media. Fondatrice e direttrice di Visualcontainer, sviluppa dal 2008 progetti che intrecciano curatela e ricerca audiovisiva in ambito internazionale.

 

L’incontro ha offerto uno sguardo trasversale sulle connessioni tra arte contemporanea, spiritualità e ricerca sociale, mettendo in luce come l’arte possa farsi spazio di mediazione e riflessione collettiva.

 

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