The Finger and the Moon è un progetto in progress ideato dall’artista italiana LIUBA. Riguarda la spiritualità, il rispetto, la tolleranza, il dubbio, i gruppi umani e le differenze.
È un lavoro che non vuole dare risposte, ma solo far riflettere. Riflettere sull’importanza della spiritualità nella vita umana, ma anche sulla pericolosità del fanatismo.
È un progetto artistico che tocca aspetti sociologici, antropologici e spirituali, iniziato in fase progettuale nel 2006 e che continua ancora oggi. Ogni tappa di questo lungo meta-progetto è un progetto a sé stante, con la sua serie di opere, che si lega però anche alle altre tappe, precedenti o successive.
The Finger & the Moon #1
Performance: Venice Biennial Opening, Giugno 2007
video: 2007-2008, Italy, colours 11’43” two channel video, ed3+ 2ap
videostill STREAP, 2011 ed. 7 + 1ap
Abito della Performance realizzato in collaborazione alla stilista Elisabetta Bianchetti
Performance objects, edizione unica
The Finger & the Moon #2
Performance: St. Peter’s Square, Vatican City, Maggio 2009
video: 2009-10, Italy,colours 12’38” two channel video ed 3+ 2ap
videostill STREAP, 2011 ed. 7 + 1ap
Abito della Performance realizzato in collaborazione alla stilista Elisabetta Bianchetti
Performance objects, edizione unica
The Finger & the Moon #3
Performance partecipativa con persone di diverse fedi religiose: Chiesa sconsacrata del Museo di S. Agostino, Sett 2012
video: 2012-2024, The Finger and the Moon #3.1 – Pre-Performance, Italy, colors, 16’33”; The Finger and the Moon #3.2 – Performance, Italy, colors, 13’31”
Abito della Performance: serie di scatti fotografici su tessuto, realizzato in collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti
serie di composizioni fotografiche, 2012-2025
The Finger & the Moon #4
Abito della Performance The Finger & the Moon #3, con serie di scatti fotografici su tessuto, realizzato in collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti
The Finger & the Moon #5
Serie di 7 polittici, composti da collage di foto e videostill da tutte le performance della serie, 2013
The Finger & the Moon #6
Performance: Art Paris, Grand Palais, Paris, 4 Aprile, 2018
video: 2018, Italy-France, colours 14’52” ed 3+ 2ap
Abito della performance in collaborazione con Elisabetta Bianchetti
Alle prime fasi del progetto risale anche un sito dedicato: thefingerandthemoon.net
Performance: Venice Biennial Opening, Giugno 2007
video: 2007-2008, Italy, colours 11’43” two channel video, ed3+ 2ap
videostill STREAP, 2011 ed. 7 + 1ap
Abito della Performance realizzato in collaborazione alla stilista Elisabetta Bianchetti
Performance objects, edizione unica
The Finger Moon #1 è stato per la prima volta realizzato da LIUBA all’Opening della 52° Biennale di Venezia, il 7 e 8 giugno del 2007. Da questa performance e dalle reazioni delle persone è nata un’opera video a due canali e una serie fotografica.
Cosa ci fa una suora alla Biennale? Il ruolo ricoperto nella società e sancito da un abito, è tale da condizionare i giudizi e le aspettative degli altri? Una persona che sceglie uno status religioso, subisce sguardi diversi nel fare ciò che tutti fanno, come visitare una mostra o bere un cocktail? Qual è il valore della trascendenza nella vita di tutti i giorni? Quale sarà la reazione delle persone? Queste sono alcune delle domande che hanno spinto l’artista a fare questo lavoro.
L’abito creato dall’artista, progettato e realizzato grazie alla collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti, è un particolare abito da suora che ha sottili riferimenti multireligiosi nei dettagli.
Guardandolo nei particolari, è quindi totalmente diverso da quello indossato dalle suore canoniche. L’abito è stato pensato e disegnato ispirandosi alle Madonne medievali e rinascimentali.
LIUBA ha concepito una performance da attuare in spazi pubblici (urban interactive performance), mischiandosi tra la folla dei visitatori dell’Opening veneziano. L’ esigenza è quella di confondersi nella realtà e operare dei sottili slittamenti di senso rispetto al consueto. La scelta di fare la performance in ambienti reali di vita quotidiana, causa un’imprevedibilità di reazioni ed eventi, inserendo l’elemento della casualità nel lavoro.
Percorrendo i Padiglioni, meditando con le preghiere delle principali religioni mondiali, l’artista ha provocato riflessioni e reazioni molto varie, che vanno dalla sorpresa, alla contemplazione estatica, alle lamentele, all’approvazione e al boicottaggio (nel padiglione Italia LIUBA è stata interrotta mentre faceva la preghiera musulmana e i guardiani le hanno impedito di continuare la performance in quel Padiglione).
The Finger and the Moon #1, photo from performance, cm. 110x80, ed.3, 2007
Il progetto è cominciato nel 2006 con un lavoro di ricerca sulle principali fedi religiose del mondo e sui differenti modi di pregare. Questa ricerca mi ha portato a conoscere e a confrontarmi con l’Imam di una Moschea, a imparare dalla comunità islamica femminile la loro modalità di preghiera, a parlare della religione e della preghiera ebraica con il Rabbino di una Sinagoga, a indagare la pratica e la spiritualità buddista discutendone con diversi praticanti di varie confessioni, a pregare Zazen in un Monastero Zen, a conoscere e sperimentare le celebrazioni spirituali dei Nativi Americani in una riserva del Canada.
The Finger and the Moon #1, photo from performance, cm. 80x110, ed.3, 2007
Performance: St. Peter’s Square, Vatican City, Maggio 2009
video: 2009-10, Italy,colours 12’38” two channel video ed 3+ 2ap
videostill STREAP, 2011 ed. 7 + 1ap
Abito della Performance realizzato in collaborazione alla stilista Elisabetta Bianchetti
Performance objects
The Finger and the Moon #2 si è svolta Sabato 9 Maggio 2009 in piazza S.Pietro, Città del Vaticano. Da questa performance è nata un’opera video a due canali e una serie di videostills.
Il luogo scelto come teatro della sua azione performativa è tanto insolito quanto carico di simbolismi, cioè Piazza San Pietro nel Vaticano. Lo stesso si può dire per l’abito utilizzato dall’artista, un esemplare unico creato assieme alla stilista Elisabetta Bianchetti, un vestito apparentemente simile a quello indossato dalle suore cristiane, ma con diversi accorgimenti che consentono a LIUBA di praticare contemporaneamente la preghiera musulmana e quella ebraica, la meditazione buddista, la spiritualità dei nativi americani e varie posizioni yoga-indù.
“In questa seconda parte del più vasto progetto The Finger and the Moon – come scrive il curatore Luca Panaro – l’artista LIUBA ha deciso di sfruttare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, creando un evento espositivo, performativo e multimediale di grande interesse.
La particolarità di questo lavoro risiede nella creazione di un network di gallerie sparse in tutto il mondo, invitate ad ospitare contemporaneamente la performance live, trasmessa mediante una rete telematica. Se è vero che internet rappresenta per l’uomo la realizzazione del suo innato desiderio di ubiquità, quest’opera di LIUBA ne è la sua più evidente manifestazione.
La facoltà di essere presente simultaneamente in luoghi diversi, normalmente concessa soltanto alle divinità, può essere virtualmente estesa a tutto il genere umano grazie all’utilizzo del web. Non a caso, il successo di questa tecnologia, risiede proprio nella possibilità di moltiplicare il proprio “io” all’interno di un social network. In The Finger and the Moon #2, LIUBA dimostra di avere compreso questa particolarità del nostro tempo, indirizzando la propria ricerca in quella direzione.
L’ubiquità ottenuta mediante le odierne innovazioni, acquista un significato particolare anche in relazione al contenuto del messaggio trasmesso. La performance ha infatti come tematica la riflessione sulle principali religioni del mondo, evidenziando affinità fra le differenti modalità di preghiera concesse.”
Avvalendosi delle più avanzate tecnologie la nuova urban interactive performance di LIUBA The Finger and the Moon #2 è stata vista ed esposta ‘live’ in contemporanea in differenti luoghi del mondo, che in questo modo sono stati simbolicamente connessi in un unico canale.
La performance e il collegamento live in streaming sono cominciati alle 19 ora italiana e sono durati finchè la Polizia non ha fermato l’artista, dopo più di un’ora, impedendole di pregare in maniera ‘insolita’ sul suolo del Vaticano. (Read the dialogue between Liuba and Police)
Lo streaming è stato visibile solo in luoghi ‘fisici e reali’ , dove le persone si sono radunate per vedere la diretta via streaming. Solo le location del network avevano la password per connettersi allo streaming.
La performance è stata filmata da due cameraman: Barbara Fantini e Raymonda Gentile. Le riprese di Barbara sono state quelle trasmesse live in streaming, mentre quelle di Raymonda erano più centrate sulle reazioni delle persone.
Dalla performance è derivata: una installazione video a due canali, un video a due canali col lo streaming integrale, una serie di fotografie dittico, una serie di videostills.
LOCALITÀ CONNESSE IN STREAMING E GALLERIE PARTECIPANTI:
Amsterdam (NL)
Beijin (CI) – YUANFEN NEW MEDIA ART SPACE – Seven Stars East Street Dashanzi Factory 798, Chaoyang Qu, Beijing 100015,China www.yuanfenart.com
Belem (BR) – ARCHIBISHOP – BELEM
Chicoutimi (CA) – SÉQUENCE, 132 rue Racine Est, C.P. 442, Chicoutimi, Québec, G7H 5C2, Canada – tel. +1 418.543.2744
Jerusalem (IS)
Mashteuiatsh, Innu community, (CA) – THE NATIVE MUSEUM OF MASHTEUIATSH – 1787 Amishk Street, Mashteuiatsh, Québec G0W 2H0
Milan (I) – GALLERIA FAMIGLIA MARGINI – via Simone d’Orsenigo, 6, 20100 Milan-
Modena (I) – BETTA FRIGIERI ARTE CONTEMPORANEA – Via G. Muzzioli 8, 41012 Modena, tel. +393393766367,
Montreal (CA)
NewYork (US)
Paris (F) – GALERIE PASCAL VANHOECKE, 21 rue des Filles-du-Calvaire, 75003 Paris Tel: +33(0)1.40270927
Piacenza (I) – PLACENTIA ARTE, Via G. B. Scalabrini 116, Piacenza, Italy +39 3393766367,
Rome (I) – GALLERIA 12 -13 – Via Garibaldi 12/13, Trastevere, 00100 Roma
SanFrancisco (US)
SaintPetersburg (R)
TelAviv (ISR)
Turin (I)
Tokio (JA)
Venezia (I)
Zurich (CH) – REDAZIONE IL GIORNALE.CH – Im Rüeblig 5c, 8117 Fällanden (Zürich) Tel 0041 (0) 786090797
Le sedi situate a: Amsterdam, Jerusalem, Montreal, New York, San Francisco, Saint Petersburg, Tel Aviv, Turin, Tokyo, Venezia sono privati collezionisti, studi di artisti o comunità religiose. Pertanto il loro indirizzo non è visibile su questo sito.
The Finger and the Moon #2, 2012, serie di videostills da riprese di performance
The Finger and the Moon #2, dyptic 1, lambda photo, cm 80x140, ed 3
Performance: Chiesa sconsacrata del Museo di S. Agostino, Sett 2012
2 Video: The Finger and the Moon #3.1 – Pre-Performance, Italy, colors, 16’33”; The Finger and the Moon #3.2 – Performance, Italy, colors, 13’31”, ed. 48+2pda, 2012-2024
Abito della Performance: serie di scatti fotografici su tessuto, realizzato in collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti
Serie di composizioni fotografiche, dim. var., 2012-2025
The Finger and the Moon #3 è una performance partecipativa cui hanno preso parte esponenti di diverse confessioni religiose, che hanno meditato insieme in una performance-rito collettivo.
Nello spazio della chiesa sconsacrata di S. Agostino l’artista medita, come nelle fasi precedenti del progetto, con le gestualità e le preghiere appartenenti alle principali religioni del mondo. Attorno a lei si muovono persone di varie realtà spirituali genovesi che hanno aderito al progetto, invitate a meditare ciascuna secondo la sua modalità. La performance, dunque, ha una forte matrice interattiva e si connota come una vera e propria azione corale, perché scaturisce dalla polifonia spirituale vissuta simultaneamente in uno spazio ricco di storia e di vissuto.
BACKSTAGE
La performance, curata da Alessandra Gagliano Candela (Accademia Ligustica di Belle Arti Genova), è stata preceduta da un lavoro di mappatura del territorio, costruendo un rapporto diretto con le diverse comunità religiose presenti e coinvolgendo direttamente gli abitanti della città ad esse appartenenti.
Il lavoro artistico di LIUBA ha già, da parecchi anni, una matrice interattiva e un interesse specifico alla realtà sociologica e urbana dei luoghi e delle persone che vi abitano. In questo progetto, l’artista, decide di andare ancora più a fondo in questa direzione, svolgendo una ricerca fra le diverse comunità religiose-spirituali presenti nella città e coinvolgendo le persone a partecipare direttamente e attivamente nella performance collettiva.
Il lavoro di ricerca antropologica e di contatti sul campo è durato circa un anno ed è stato portato avanti dall’artista insieme all’aiuto dell’antropologa Barbara Caputo e della curatrice Alessandra Gagliano Candela. Così, hanno partecipato alla performance collettiva insieme all’artista LIUBA 12 persone di diverse fedi religiose e cammini spirituali.
PERFORMANCE
I partecipanti si sono incontrati con LIUBA nella chiesa sconsacrata alcune ore prima della performance. LIUBA ha sottolineato che era importante che ciascuno fosse se stesso e agisse con naturalezza e spontaneità, poiché si trattava di una performance e non di uno spettacolo teatrale.
Ciascuno era libero di meditare e pregare nella maniera a lui più appropriata, condividendola con gli altri, e rispettando soltanto alcune semplici indicazioni di regia spaziale.
Ognuno ha condiviso le motivazioni per cui aveva scelto di essere parte della performance e di meditare insieme a persone di diverse appartenenze religiose. Ogni partecipante era ben consapevole di essere parte di un’opera d’arte e al tempo stesso di un evento simbolicamente importante per l’accettazione e il rispetto delle varie spiritualità.
La performance collettiva è cominciata con tutti i partecipanti sulla grande scalinata, invitati a respirare insieme. Il respiro è, infatti, un bisogno e una pratica che unisce tutti gli uomini di ogni diversa provenienza e spiritualità.
Quindi LIUBA è discesa nella navata, in mezzo al pubblico, e ha cominciato a meditare con preghiere di diverse fedi. E ad uno a uno, anche gli altri partecipanti si sono incamminati lungo la navata cominciando le loro meditazioni, muovendosi nello spazio con libertà e improvvisazione e interagendo anche tra di loro.
La chiesa di S. Agostino, contenitore ricco di storia e di vissuto, si presta particolarmente bene alla realizzazione di questa performance-rito di grande impatto emotivo e concettuale: al suo interno una videoinstallazione presentava i video delle due precedenti tappe (The Finger and The Moon #1 e The Finger and The Moon #2, Biennale di Venezia, 2007 e Piazza S. Pietro, 2009).
La performance si è conclusa fuori dalla chiesa, nel mondo reale, nella vita di ogni giorno: la volontà dell’artista è, infatti, quella di mescolare l’arte con la vita.
Inoltre, per LIUBA è molto importante, in tempi come quello presente, in cui si assiste spesso a episodi di intolleranza e stigmatizzazione del diverso, lavorare sui valori di unità, di pari dignità delle persone e dei culti, cercando di dare un contributo, seppur umile, al dialogo e alla riflessione sulle spiritualità.
LIUBA ha indossato per l’occasione un abito-opera, frutto di una nuova collaborazione con la stilista Elisabetta Bianchetti, e costruito con le foto di edifici di differenti culti religiosi scattate dall’artista a New York e facenti parte della serie The Finger and the Moon #4.
"The Finger and the Moon #3", serie fotografica dalla performance, 2012-2025
"The Finger and the Moon #3", serie fotografica dal workfield, 2012-2025
"The Finger and the Moon #3", serie fotografica dal backstage della performance, 2012-2025
"The Finger and the Moon #3", serie fotografica dalla performance, 2012-2025
VIDEO
The Finger and the Moon #3.1. Pre Performance, 2012-2024, Italy, colors, 16’33”, video su USB serigrafata, ed.48+2ap
The Finger and the Moon #3.2. Performance, 2012-2024, Italy, colors, 13’31”, video su USB serigrafata, ed.48+2ap
Le due opere video di LIUBA nascono dalla performance collettiva The Finger and the Moon #3, realizzata dall’artista a Genova nel 2012, dopo un anno di lavoro preparatorio e di coinvolgimento delle comunità spirituali del territorio.
The Finger and the Moon#3.1 si snoda attraverso squarci e sguardi sul lavoro di relazione con le persone svolto da LIUBA sul territorio genovese nell’anno precedente la performance.
The Finger and the Moon #3.2 è un mosaico di voci e di frammenti tratti interamente dalla performance partecipativa.
Regia, montaggio e colonna sonora sono a cura di LIUBA, che concepisce la trasformazione delle performance in opere video come parte integrante della propria pratica artistica. La componente sonora intreccia musiche sacre di diverse religioni, con il contributo alla ricerca musicale di Carlo Sliepcevich e Luigi Lanosi Giada.
Durante la performance, l’artista indossa un abito-opera realizzato con la stilista Elisabetta Bianchetti, composto da fotografie di edifici di culto scattate a New York da LIUBA (serie The Finger and the Moon #4). L’azione è accompagnata dalle videoinstallazioni The Finger and the Moon #1 e #2 (Biennale di Venezia, 2007; Piazza San Pietro, 2009), capitoli precedenti dello stesso progetto.
Le riprese, realizzate in condizioni luministiche pensate per preservare l’atmosfera intima e spirituale della performance nella chiesa gotica del Museo di S.Agostino a Genova, si confrontano con le sfide tecniche poste dalla penombra e dalla libertà di movimento dei partecipanti.
Il dittico è presentato in edizione limitata e firmata di 48 esemplari + 2 prove d’artista. Il cofanetto The Finger and the Moon #3, prodotto nel 2024, comprende i due video su chiavetta USB serigrafata e la stampa dell’immagine fotografica che ha originato l’abito di scena – una composizione di luoghi di culto fotografati dall’artista a New York nel 2012 – insieme alla presentazione del progetto in italiano e inglese.
In un tempo in cui i conflitti tra fedi e identità religiose sono triste realtà in molte parti del mondo, The Finger and the Moon #3 mette al centro l’incontro reale tra persone che pregano secondo tradizioni differenti, trasformando la diversità dei gesti spirituali in un atto corale di convivenza. La coesistenza, nello stesso spazio, di pratiche e linguaggi spirituali eterogenei è possibilità concreta di dialogo, ascolto e sacralità condivisa.

Comunicato stampa Museo Villa Croce Genova The Finger and the Moon #3
DAL PROJECT STATEMENT DI LIUBA, THE FINGER AND THE MOON #3
“L’idea del progetto è nata vedendo la magnificenza della chiesa gotica di S. Agostino, ora
sconsacrata, e la sua emozionante spiritualità. Ho sentito il desiderio di riempire questo luogo di preghiere di diverse fedi e religioni, convinta che ogni strada spirituale – ogni ‘dito’ – sia feconda per vedere la ‘luna’, e di riunire persone comuni, in questo luogo speciale, che insieme condividessero il proprio bisogno di spiritualità, le proprie emozioni, il proprio corpo, le proprie storie e le proprie energie […]”.
“Credo nell’arte partecipativa come mezzo per attivare riflessioni, emozioni e sinergie profonde nell’animo delle persone. Ho cercato persone comuni, che venissero a partecipare col loro vissuto e che fossero loro stesse e non mi sono avvalsa di attori, che avrebbero potuto veicolare lo stesso concetto, perché qui il valore aggiunto è portare la vita e le persone, così come sono, dentro l’arte”.
"The Finger and the Moon #3", serie fotografica dalla performance, 2012-2025
DAL TESTO CURATORIALE DI ALESSANDRA GAGLIANO CANDELA SU THE FINGER AND THE MOON #3, DICEMBRE 2024
Nel suo testo curatoriale letto in occasione delle proiezione dei video a Genova nel dicembre 2024, Alessandra Gagliano Candela, docente e vice-Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Genova, ha definito The Finger and the Moon #3 come “una performance aperta, partecipativa, con un nucleo tematico forte, che viene presentata dopo dodici anni e che conserva intatta la sua valenza anche simbolica” e che “rivive nella forma video, secondo la pratica artistica di LIUBA, trasmettendo nel nitore delle immagini e nel rigore del montaggio, il senso di un discorso ancora aperto”.
Abito dell’opera della performance The Finger and the Moon #3, composto con un montaggio su cotone della serie di foto scattate dall’artista a New York nel 2012 sui differenti templi e luoghi religiosi di ogni confessione presenti nella città.
La serie prende il nome di The Finger and the Moon #4.
Il vestito è stato prodotto insieme alla stilista Elisabetta Bianchetti.
The Finger and the Moon #4, 2013, original performance dress composition of NYC temples photos printed on canvas, cm.150 x 200, ed.unique
The Finger and the Moon #4, 2013, original performance dress
Serie di 7 polittici, composti da collage di foto e videostill da tutte le performance della serie, 2013 .
La serie si ispira ai polittici medievali composti da un immagine principale e da una predella sottostante.
Le opere sono costruite assemblando fotografie e videostills presi live dalle tre performances del progetto The Finger and the Moon (#1 alla Biennale di Venezia, #2 in Piazza S. Pietro, #3 nella chiesa del Museo di S. Agostino a Genova con la partecipazione di esponenti di diverse fedi religiose) in una ricerca che apre a nuove prospettive concettuali, semantiche ed estetiche.
Tutte le fotografie e videostill sono tratte da performances live eseguite da LIUBA. Niente è stato costruito in studio o a tavolino, ma è realmente accaduto in performance.
Alcuni concetti di queste opere:
Concetto di Polittico e predella: ispirazione alle pale d’altare medievali – rivisitazione moderna e critica del concetto di arte sacra – valore narrativo insito nel concetto iconograifco della ‘predella’ – la predella narra una storia: nel medioevo era usata per raccontare la storia sacra al pubblico che non sapeva leggere, in questi lavori le predelle raccontano la storia e la dimensione temporale delle varie performances.
Concetto dello sdoppiamento: la singola religione si confronta con sé stessa. Possibilità di dialogo, di confronto, di sguardo critico Guardarsi dal di fuori vuol dire accettare anche la possibilità di altri punti di vista.
Importanza delle linee dinamiche e delle forze compositive dei polittici: ci sono tensioni di basso Vs alto e tensioni laterali che rappresentano le tensioni di sviluppo dello spazio orizzontale (spazio del mondo terreno, spazio della cultura dell’uomo) e dello spazio verticale (spazio del mondo spirituale, spazio del divino).
Importanza dei colori: giochi di Bianco e Nero come tensioni degli opposti e di Ying e Yang (v. anche nei video a due canali) – arancio come colore sacro in oriente – tensioni di contrasti fra colori caldi e colori freddi – dialettica degli opposti che mette in discussione il concetto di ‘infallibilità’ che spesso le religioni si assegnano.
Gioco delle mani: i vari tipi di preghiera sono visualizzati con la varietà delle posizioni delle mani in varie parti del mondo – parallelismi tra rito e performance – concetto della molteplicità delle culture e dei punti di vista – concetto della differenza e varietà vista come ricchezza e risorsa.
Simboli presenti nella performance: abito con pantaloni buddhisti a sbuffo – velo come quello delle donne musulmane (più lungo di quello delle suore) – spilla con la thorà ebraica sulla manica – strisce colorate dei nativi americani – libretto blu di preghiere ebraiche – bussola per la ricerca della mecca – bastoni di incenso per la meditazione zen – rosario per i cattolici – salvia bruciata in una conchiglia, rito purificatorio dei nativi americani – sandali arancioni: incrocio fra i sandali da suora cristiana e i colori buddhisti – borsetta: simbolo di femminilità
Le opere sono costruite assemblando fotografie e videostills presi live dalle 3 performances del progetto, in una ricerca che apre a nuove prospettive concettuali, semantiche ed estetiche. La serie dei polittici mescola e sintetizza le fotografie e i videostill che provengono da tutte le performances del progetto The Finger and the Moon (#1 alla Biennale di Venezia, #2 in Piazza S. Pietro, #3 nella chiesa del Museo di S. Agostino a Genova con la partecipazione di esponenti di diverse fedi religiose). Tutte le fotografie e videostill sono tratte dalle performances live. Niente è stato costruito in studio o a tavolino, ma è realmente accaduto in performance.
The Finger and the Moon #5, POLYPTIC 1, 2013 performance photos composition on baryta paper framed in wood and plexiglass, cm 100x167, ed.3 + 2
The Finger and the Moon #5, POLYPTIC 2, 2013 performance photos composition on baryta paper framed in wood and plexiglass, cm 100x167, ed.3
The Finger and the Moon #5, POLYPTIC 4, 2013 performance photos composition on baryta paper framed in wood and plexiglass, cm 40x67, ed.3
The Finger and the Moon #5, POLYPTIC 3, 2013 performance photos composition on baryta paper framed in wood and plexiglass, cm 40x67, ed.3
The Finger and the Moon #5, POLYPTIC 7, 2013 performance photos composition on baryta paper framed in wood and plexiglass, cm 40x67, ed.3
Performance: Art Paris, Grand Palais, Paris, 4 Aprile, 2018
video: 2018, Italy-France, colours 14’52” ed 3+ 2ap
Abito della performance in collaborazione con Elisabetta Bianchetti
The Finger and the Moon #6 è parte del progetto omonimo in progress, che riflette intorno alle diverse forme di spiritualità e alle loro similitudini, e ruota intorno ai concetti di rispetto, tolleranza, fanatismo, in un’epoca dove ormai la spiritualità e la religione non sono più solo questioni personali e private, ma anche pubbliche e politiche.
Invitata ad esporre e a fare una performance ad Art Paris 2018, ho scelto di portare a Parigi una nuova versione di questo progetto, anche in onore delle grandi ferite ricevute da questa città.
Vestita come una suora, ma con un abito speciale “multifaith” appositamente concepito per questo progetto e creato a 4 mani con la stilista Elisabetta Bianchetti, ho pregato al Gran Palais, durante l’opening della Fiera, mettendo in pratica diversi tipi di rituali tratti dalle più diffuse religioni del mondo, e scatenando nella audience diverse reazioni, che hanno spaziato dalla sorpresa, alla contemplazione all’indifferenza.
Poichè il progetto The Finger and the Moon ha già diverse opere, e non mi interessava nè potevo replicare cose che ho già detto in maniera forte con The Finger and the Moon #2 in Vaticano, per questo video mi sono focalizzata sulla sensazione di straniamento che la spiritualità (multi-fede, con tutto ciò che implica naturalmente) causa in un contesto di ‘mercato’ come quello di una fiera commerciale di arte contemporanea. E’ un lavoro sulle persone, sulle modalità di fruizione delle ‘opere’ del pubblico in fiera, sul disinteresse verso la spiritualità che sembra un elemento quasi estraneo nell’ambito della Fiera, che non appartiene a quel mondo dell’arte, mentre invece sappiamo – io ne sono convinta – che ogni atto creativo è sempre connesso con la dimensione spirituale, di qualunque forma essa sia.
Molta attenzione nel video è stata data anche alla musica, che è il risultato di una mia ricerca sulla musica sacra di vari popoli e di differenti matrici religiose, il tutto montato in maniera polifonica. A questa materia sonora intersecata e concettuale proveniente da varie parti del mondo, ho aggiunto frasi del brano Drop di Luigi Einaudi, che ringrazio.
Il video consiste in una selezione di riprese live della performance, mescolate e modellate con musica di diverse spiritualità del mondo. Il video innesca riflessioni, emozioni, pensieri e domande, sul nostro essere profondo, sulla diversità e l’universalità, e sul contrasto fra spiritualità e mercato dell’arte. Il tutto filtrato con poesia ed ironia.
LIUBA C’est une artiste italienne dont le type d’expression principale est la performance avec lesquelles elle réalise des vidéos. Chaque projet est mis en place pour un lieu est un sujet spécifique. Ensuite elle muséifie quelques objets issus de ses performances et qui laissent une trace physique pour les amateurs d’art. Son travail d’artiste est centré sur des questions sociales, anthropologiques, géographiques et philosophiques. LIUBA questionne le comportement humain à l’aide de l’interactivité et de la chance.
Ses performances sont toujours faites dans des lieux publics sans que les observateurs ne soient prévenus. Les vidéos rendent compte du comportement du public mis en confrontation avec la performance réalisée. Ses recherches sont basées sur l’analyse sociale et l’étude des contradictions humaines. Elle analyse aussi avec humour des comportements du monde de l’art contemporain et parfois fait se rencontrer des deux. Dans “The Finger and the Moon” une nonne pratique les prières de toutes les confessions religieuses. C’est une performance « in progress » qui s’inscrit dans un projet d’analyse plus globale puisqu’elle l’a déjà réalisé sur le parvis du Vatican et à la biennale de Venise.
Elle la réalisera dans le Grand Palais pendant ART PARIS du 4 au 8 avril à plusieurs reprises.
>>> per il testo integrale, qui

The Finger and The Moon #6, 2018, Videostill from performance at ARTPARIS
The Finger and the Moon #3.1 e The Finger and the Moon #3.2, 2 video su USB serigrafata, 2012-2024, ed. 48+2
Il cofanetto The Finger and the Moon #3, prodotto nel 2024, comprende i video The Finger and the Moon #3.1 e The Finger and the Moon #3.2 su chiavetta USB serigrafata in edizione limitata di 48 esemplari, numerati e firmati.
I due video sono dedicati all’omonima performance del 2012 nella Chiesa sconsacrata del Museo di S. Agostino a Genova. Il primo video #3.1 è dedicato al pre-performance, al lungo lavoro di relazione con persone appartenenti a diverse fedi, condotto a Genova per quasi un anno di lavoro e contatti. Il secondo video, #3.2, è dedicato alla performance partecipativa vera e propria. Entrambi i video sono stati presentati per la prima volta il 12 dicembre 2024 al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, con la curatela di Alessandra Gagliano Candela.
Nella confezione è presente anche la stampa della composizione fotografica che ha originato l’abito usato nella performance, ossia una serie di fotografie a differenti luoghi di culto scattate da LIUBA a New York nel 2012 (cfr. The Finger and the Moon #4), insieme alla presentazione del progetto in italiano e inglese.

Arte, spiritualità e dialogo interculturale
Un incontro tra pratiche artistiche e sguardi antropologici
Mostra personale di LIUBA a Visualcontainer [.BOX], Milano 8-18 novembre 2025
Opening: sabato 8 novembre, ore 17.00 – 21.30
Talk: Arte, spiritualità e dialogo interculturale – ore 18.00
A cura di Alessandra Arnò
Visualcontainer[.Box] presenta The Finger and the Moon Trilogy, mostra personale di LIUBA, artista italiana che da oltre vent’anni esplora le connessioni tra spiritualità, corpo, società e partecipazione attraverso performance, video e pratiche relazionali. Il progetto, avviato nel 2006 e tuttora in corso, affronta il sacro come esperienza umana universale, denunciando al contempo i rischi del fanatismo, dell’intolleranza e dell’appropriazione identitaria del religioso. Attraverso le sue azioni, LIUBA costruisce un dialogo tra arte, antropologia e società, in cui la pratica artistica diventa spazio d’ascolto e trasformazione.
The Finger and the Moon nasce da una lunga ricerca dell’artista sulle principali tradizioni spirituali del mondo e sui loro linguaggi gestuali e rituali. Dai dialoghi con rappresentanti di diverse fedi – islamica, ebraica, buddhista, induista, cristiana, nativo-americana – hanno preso forma tre azioni performative, realizzate in contesti significativi e restituite in opere video, oggetti e installazioni.
La mostra riunisce per la prima volta i tre capitoli del progetto come unico itinerario visivo ed esperienziale.
Talk inaugurale – Arte, spiritualità e dialogo interculturale
Sabato 8 novembre, ore 18.00
In occasione dell’inaugurazione, il talk Arte, spiritualità e dialogo interculturale ha riunito studiosi e professionisti provenienti da diversi ambiti disciplinari per approfondire i temi centrali del progetto. Hanno partecipato al talk:
Nurgül Çokgezici – Psicologa, mediatrice interculturale e docente, UniUma – Università per la Mediazione Linguistica e Culturale di Milano
Nata nel 1984 in Kurdistan (Anatolia), arriva in Italia a nove anni durante la diaspora curda degli anni ’90. Laureata in Mediazione Linguistica all’Università UniUma e specializzata in Linguistica Moderna, ha una formazione in psicologia e pedagogia. La sua attività unisce educazione inclusiva, interculturalità e psicologia transculturale.
Giulia Evolvi – Ricercatrice in sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università di Bologna.
Sta conducendo un progetto europeo Marie Curie, MERGE, che studia media digitali, religione cattolica e questioni di genere. È visiting presso l’Università Ramon Llull di Barcellona e l’Università del Colorado a Boulder, dove ha conseguito il dottorato nel 2016. Ha insegnato all’Università Erasmus di Rotterdam e svolto un postdoc all’Università della Ruhr in Germania. Nel 2018 ha pubblicato Blogging my Religion: Secular, Muslim, and Catholic Media Spaces in Europe.
Davide Carnevale – Antropologo, Università di Ferrara
Insegna antropologia visuale ed è membro del Laboratorio Studi Urbani. Ha condotto ricerche tra comunità cristiane ortodosse in Italia, Moldavia e Georgia, e si è occupato di migrazioni, minoranze religiose, rappresentazioni visive e trasformazioni socio-territoriali. Nel 2018 ha curato per l’Osservatorio sul pluralismo religioso la prima mappatura dei cristianesimi est-europei in Emilia-Romagna.
Luca Panaro – Critico d’arte, curatore e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna
Vive e lavora a Milano. Insegna Storia dei nuovi media all’Accademia di Bologna e nei corsi di fotografia all’Accademia di Brera e all’Isia di Urbino. È fondatore di Chippendale Studio e dell’archivio Dummy Photobook, direttore artistico di Centrale Festival e Zenato Academy. Autore di saggi e curatore di mostre sulla fotografia e la videoarte.
Alessandra Gagliano Candela – Storica dell’arte e docente, Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, curatrice della performance The Finger and the Moon #3
Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia “Ligustica”, di cui è stata vicedirettrice. Storica e critica d’arte, ha curato mostre dedicate ad artisti moderni e contemporanei e pubblicato saggi su autori del XIX e XX secolo. Dal 2008 collabora con il “Festival dell’Eccellenza al Femminile” per la sezione arte.
Enzo Gavino – Partecipante alla performance genovese.
Obiettore di coscienza, da sempre attento al tema della non violenza, appassionato di storia. Ritiene il dialogo l’unica via percorribile per immaginare un futuro condiviso.
LIUBA – Artista
Attiva tra performance, video e pratiche partecipative. Formata in Semiotica dell’Arte all’Università di Bologna, indaga il rapporto tra spiritualità, corpo, comunità e spazio urbano attraverso processi di ricerca territoriale e dialogo interculturale. Le sue opere sono state presentate in musei, biennali e contesti pubblici internazionali.
Moderatore: Alessandra Arnò – Direttrice di Visualcontainer
Artista, curatrice e docente. Si occupa di videoarte, media contemporanei e installazioni con attenzione a sostenibilità culturale, pratiche femministe e decolonizzazione dei media. Fondatrice e direttrice di Visualcontainer, sviluppa dal 2008 progetti che intrecciano curatela e ricerca audiovisiva in ambito internazionale.
L’incontro ha offerto uno sguardo trasversale sulle connessioni tra arte contemporanea, spiritualità e ricerca sociale, mettendo in luce come l’arte possa farsi spazio di mediazione e riflessione collettiva.
leggi la trascrizione degli interventi
da The Finger and the Moon Project – Luca Panaro
..“Nella seconda parte di un più vasto progetto intitolato The Finger and the Moon, l’artista Liuba ha deciso di sfruttare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, creando un evento espositivo, performativo e multimediale di grande interesse. La particolarità di questo lavoro risiede nella creazione di un network di gallerie sparse in tutto il mondo invitate ad ospitare contemporaneamente una performance live trasmessa mediante una rete telematica. Se è vero che internet rappresenta per l’uomo la realizzazione del suo innato desiderio di ubiquità, quest’opera di Liuba ne è la sua più evidente manifestazione.(. . .)” leggi tutto l’articolo
da Saint Liuba – Mark Bartlett
(…) All’apparenza una suora, venne in questo luogo di pellegrinaggio per pregare a mani giunte, sgranando il rosario e dandogli la sua voce. Ma l’abito da suora può trarre in inganno. Liuba non è una comune suora; nella filosofia ecumenica, lei si avvicina più a al-Falsifa e a San Tommaso. Dopo aver pregato Yahweh, con la stessa intensità devozionale, Liuba dispiega un tessuto arancio sul suolo di piazza San Pietro e, utilizzando una bussola, pratica usata dai mussulmani per orientarsi verso La Mecca con accuratezza scientifica, pregò Allah.” Leggi tutto l’articolo
Da The Finger and the Moon #3 – Alessandra Gagliano Candela
“Il primo contatto con “The Finger and the Moon” è stata la diretta streaming da piazza San Pietro a Roma nel 2009: l’abito di Liuba, che richiamava quello di una suora, nero, aveva il velo mosso dal vento. Ricordo che mi colpì il coraggio dell’artista. Toccare il tasto delle religione di questi tempi era una scelta difficile, ma interessante. Così, quando, venuta a Genova per un altro evento, mi ha detto di essere rimasta affascinata dalla chiesa sconsacrata di Sant’Agostino e di voler riproporre il progetto in una versione ampliata, come una performance collettiva, l’idea mi è piaciuta. Tanto più quando, approfondendo il concetto, ha pensato di farlo precedere da un lavoro sul territorio…”
ARTJUICE 2018 http://artjuice.net/liuba-une-nonne-dans-lart-contemporain-dialogue-avec-lartiste/
GAZZETTA DI MODENA, 2009
FLASH ART MAGAZINE, 2009
Art Verona 2011, catalogo
Locandina Museo di Villa Croce Genova, 12 dicembre 2024
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