Spazio Alda Merini – Via Magolfa 30, Milano
mercoledì 15 aprile ore 18.00
Spazio Alda Merini presenta E che il bruco sbuchi di LIUBA (Campanotto, 2025), un libro che raccoglie una selezione antologica di poesie scritte nel corso degli anni, parte integrante della sua ricerca artistica. L’evento intreccia lettura e visione, restituendo la relazione tra parola e corpo nella pratica dell’artista.
La presentazione è accompagnata dalla proiezione di video tratti da performance in cui il testo poetico diventa azione, gesto e materia viva, come in Via d’uscita (2000). Un momento di attraversamento tra linguaggio, immagine e performance, in cui la poesia emerge come struttura portante del lavoro di LIUBA.

“Che la parola di cui LIUBA si è servita anche dedicandosi al gesto performativo diventi adesso libro, dunque a sua volta materia, è probabilmente una ambizione a non disperdere, a mantenere oltre il presente, a sottrarsi all’effimero e alla mortalità dell’istante. Interessante è apprendere che persino il rapporto con il colosso che l’autrice ha avuto e annovera tra i beni di famiglia, Elio Pagliarani, sia presente nella sua memoria soprattutto per la “fisicità della sua lettura”, come ella stessa riferisce, per il “potere orale” della sua presenza. Anche il fitto riporto di eventi sensoriali di E che il bruco sbuchi rivela l’attitudine all’investimento sulle qualità corporee dell’esistere: esistiamo anche attraverso l’attività dei nostri sensi, attraverso questi il nostro corpo trasmette allo spirito o alla psiche visioni, suggestioni tattili e olfattive, gustative e uditive, e di ciò la scrittura può riferire gli effetti con aspetti emozionali profondi, così come con affetti, sensazioni, pensieri. (…)”
(dalla prefazione di Giancarlo Sammito)
————————–



