Untitled 2010 -2020

Performance: Artissima, Torino, 2010

video: 6’51”, 2010 – 2020, ed.3+2ap

serie di fotografie della performance

 

 

 

 

 

 

 

Untitled  (2010 – 2020) si presenta come un ulteriore capitolo nella ricerca che LIUBA ha dedicato alle dinamiche sociali e relazionali che sottendono il mondo dell’arte: in una modalità di lavoro per lei tipica, inserendosi a sorpresa in contesti di vita reale, LIUBA ha preso parte all’opening di Artissima con un vestito bianco, i capelli lunghi e sciolti e i piedi scalzi, offrendosi al pubblico di professionisti del settore, curiosi e spettatori con le braccia tese in un abbraccio.

 

Le loro reazioni sono registrate da un operatore video e un fotografo che, all’insaputa di tutti, ci permettono di sbirciare l’intimità momentanea che si crea tra l’artista e chi accetta il suo invito a stringerla, anche se solo per qualche istante.

 

Con questo gesto così semplice e diretto, l’intenzione di LIUBA è di riportare l’attenzione sull’umano, di rimettere a fuoco il valore emozionale delle relazioni, che molto spesso, nelle dinamiche del modo dell’arte, viene accantonato in favore alle dinamiche di mercato, che inquadrano le persone in ruoli ben definiti e stereotipati (artista / spettatore / gallerista / acquirente). Il gesto dell’abbraccio, all’apparenza morbido e leggero, diventa quindi lo strumento per portare avanti una critica rispetto al sistema nel quale l’artista stessa si muove.

 

Nel 2020, durante l’emergenza del COVID-19 che ha costretto le persone a stare isolati in casa, interagendo con la sola tecnologia, e ha reso l’abbraccio un gesto proibito che ora sembra una realtà remota e quasi impossibile da riprendere come pratica sociale, LIUBA ha deciso di creare un video col materiale registrato durante la passata performance, consapevole che nell’epoca della pandemia globale queste immagini prendano un ulteriore significato. L’azione di abbracciare uno sconosciuto sembra una realtà remota, quasi impossibile da riprendere come pratica sociale, ma allo stesso tempo si avverte il forte bisogno di riprendere questa pratica il prima possibile, e più forte che mai.

 

“E’ incredibile constatare quanta fame di affetto ho visto e sperimentato sulla mia pelle durante la performance. Le persone letteralmente sprofondavano fra le mie braccia, molti si buttavano a pesce, molti dopo un primo stupore o una prima timidezza, si lasciavano andare in un abbraccio come liberatorio. Altri ne erano come spaventati, come qualcosa di desiderabile e irraggiungibile e lo evitavano oppure davano una stretta leggera che pero poi spesso improvvisamente si caricava di tutta l’affettività repressa che c’era in loro. E’ stato bellissimo, sentire tutta questa umanità nascosta che non vede l’ora di potersi scoprire, e aver dato un invito a poterlo fare. E attraverso l’intimità degli abbracci ho sentito corpi, corpi che solitamente non percepisci, dietro i vestiti, le maschere sociali, la distanza. Ecco, la distanza. Oggi siamo costretti a vivere distanziati, sentendo la vicinanza del corpo altrui come una minaccia, e questo sta diventando un qualcosa di alienante. Ma con questo video vorrei ricordare la natura con cui siamo fatti e il bisogno d’intimità che ci plasma, dentro e fuori dell’arte.”

 


“Il lavoro è nato provando sulla mia pelle il disagio di sentire la freddezza dei rapporti che solitamente si instaurano con gli altri, anche e soprattutto nel mondo dell’arte. Spesso ci si relaziona per progetti in comune, per business, per utilità, per conoscersi, per collaborare.. ma le dinamiche di incontro sono quasi sempre fredde, impersonali, frettolose e stressate. Stiamo perdendo la capacità di instaurare rapporti ‘caldi’ con gli altri, affettivi, che partono da un dialogo con l’individualità e la personalità di ciascuno.
Per questo motivo mi sono immaginata un’azione dove il protagonista è l’abbraccio, il contatto umano, lo stringersi di corpo contro corpo. E questo tanto più in un contesto ‘formale’ e sociale come l’opening di un’ importante fiera dell’arte, dove tutti si incontrano, si parlano, si scambiano opinioni, fanno affari … senza mai incontrarsi davvero.In quell’epoca non erano ancora nati i flash mob con gli abbracci…che siano stati ispirati da questa performance? :)Mi sembra che la nostra società stia perdendo la fisicità e l’emozione, e il rapporto con gli altri è sempre più mentale o utilitario, o addirittura virtuale, come accade con email, chat, social network, sms. Invece a me interessa il lato umano delle persone e la fisicità della vita. “
LIUBA 2010
 
Untitled 2010, photo from the performance Untitled 2010, photo from the performance Untitled 2010, photo from the performance

LIUBA, artista e performance artist di livello internazionale, lavora con video, fotografia ed urban interactive performance.

 

L’imprevedibilità delle reazioni umane ad un atto imprevisto ed insolito, come un abbraccio da uno sconosciuto, rendono la performance una sorta di meta linguaggio tra studio sociale e gesto artistico. Vengono toccati alcuni tabù e fobie endemiche della nostra  società che ormai ha allontanato la spontaneità e la fisicità dalle abituali relazioni umane.

 

In occasione di Artissima 2010, LIUBA ha deciso di realizzare questa performance inedita incentrata sul tema dell’abbraccio con cui va a coinvolgere direttamente il pubblico della fiera. L’artista percorre i corridoi della manifestazione vestita di bianco, a piedi nudi, abbracciando imprevedibilmente persone scelte a caso durante il suo percorso. Di volta in volta l’abbraccio sarà più o meno fisico, prolungato, affettuoso, tenero a seconda della sensibilità delle persone con cui va ad interagire.

 

L’idea della performance nasce dalla delusione dell’artista per le relazioni umane nell’ambito del mondo dell’arte e la freddezza dei rapporti che abitualmente si instaurano con le persone conosciute in vari contesti.

“Spesso ci si relaziona per progetti in comune, per business, per utilità, per conoscersi, per collaborare.. ma le dinamiche di incontro sono quasi sempre fredde, impersonali, frettolose e stressate. Stiamo perdendo la capacità di instaurare rapporti ‘caldi’ con gli altri, affettivi, che partono da un dialogo con l’individualità e la personalità di ciascuno”.

Su queste basi LIUBA si è immaginata un’azione dove il protagonista è l’abbraccio, il contatto umano, lo stringersi di corpo contro corpo; il tutto in un contesto ‘formale’ e sociale come l’opening di un’ importante fiera d’arte, dove tutti si incontrano, si parlano, si scambiano opinioni, fanno affari … senza mai incontrarsi davvero. La performance ha suscitato reazioni emotive forti e positive: tutte le persone coinvolte sono rimaste estremamente contente ed hanno dimostrato il bisogno di questo affetto, calore, commozione.

 

LIUBA, guardando tutti negli occhi, è riuscita a creare una relazione empatica con la gente tanto da abbandonarsi al suo abbraccio senza riserve e con gioia.

 

Olivia Spatola

 

Tutte le foto: © LIUBA 2010 – photos by Ivo Martin