188. I preparativi e i nove mesi

September 12, 2019

.. Preparando la nuova camera per il nuovo arrivo imminente! 😍😍❤️ Non mi sembra vero!!

 

 

 

 

Ps.  Non ho mai sofferto così il caldo in vita mia! E questo settembre 2019 è stato davvero insolito per il gran caldo! E col pancione di 9 mesi avevo più spostamenti e cose da fare che con la mia normale attività: fai il corso preparto, vai alle visite ginecologiche sempre più ravvicinate, esami, ecografie, corri a vedere e comprare le prime cose utili, studia che carrozzina-ovetto-passeggino comprare e come non fare sbagli stupidi, sistemare la cameretta… il tutto con un caldo torrido, e la mia casa di Milano è senza aria condizionata!

Di solito d’estate mi trasferisco a Viserba, luogo delle radici della mia famiglia (in realtà papà era milanese, ma il ramo romagnolo materno della mia famiglia è quello che più forte dentro nel cuore) e anche quest’anno ci sono stata (v. i post precedenti) ma a metà agosto, a ottomesi di gravidanza, ho pensato che era più prudente stare a Milano vicino alle mie ginecologhe, pensando che ormai il gran caldo era finito e avendo mille cose da fare per sistemare la casa per l’arrivo di Sole. Invece è stato caldissimo anche TUTTO settembre, tanto che a un certo punto ho dovuto staccare un attimo ed emigrare (stai entro i 40 km mi diceva la ginecologa!) nei dintorni del lago del segrino in una camera con aria condizionata dove rifugiarmi per il gran caldo e da dove partire per alcune passeggiate nel verde (ad orari tardi, perchè era caldissimo anche là).

185. La luce dentro

July 31, 2019

Non so descrivere come sto. E’ come un miracolo grande. E’ come essere increduli e grati al tempo stesso. E’ un amore profondo e un piacere immenso che si espandono da dentro a fuori irradiando tutto. E’ un percorso di gioia e fiducia cercato con fervore slancio convinzione ed energia concentrata, in realizzazione stupefacente, e con l’aiuto di tantissime speciali e meravigliose persone… sto in attesa di SOLE…!!!

 

 

163. Il cammino nella palude

April 11, 2016

Carissimi, è molto che non scrivo qui, poichè sono alle prese forse col momento più difficile della mia vita. Ma poichè anche questo fa parte della vita di un’artista, che è la vita di noi tutti solo filtrata da un modo sensibile di vedere le cose, da una qualche pazzia o coraggio, forse, e da una serie di opere da fare, finire e conservare (come si sta presentando forte ora il problema di conservare le opere dopo più di vent’anni di lavoro!), allora ho deciso che metto nel piatto anche questa fase difficile della mia vita, e ne scrivo, consapevole che a qualcuno magari può giovare confrontarsi o immedesimarsi anche con gli aspetti più profondi e complessi. Voi sapete che sono sempre vera, e che mettere a nudo ciò che sono, che vivo e che provo, e un progetto in cui credo, per donare e compartire ciò che si chiama vita.

 

Non so come è andata la Pasqua per voi. Per me in maniera anche piacevole la domenica di Pasqua, in cascina con amici cari, e anche focalizzata sul senso profondo e mistico di questa festa, oggi è il lunedì di Paqua e sono invece molto triste, che mi sembra che nulla abbia più senso e vedo come la mia vita finita, dove ciò che è stato è stato, e ciò che non è stato non sarà più. Da quando entrambi i miei genitori mi hanno lasciato (e sono due anni ma è come un giorno, diluito in pezzettini di percorso molteplici e duri) non riesco più a pensare come una ‘giovane’, forse avendo fatto per molti anni, anche da adulta, la vita della giovane e della figlia. Riuscivo a costruire forse solo quando c’era mio padre che mi contrastava, e la mia mamma che mi accoglieva in un lago di amore. Non c’è più tutto questo e tutto ciò che era me e la mia vita non la trovo più. Mi accade di cercare di cambiare, e poi essere insoddisfatta ancora, perchè il buco è qualcosa che è dentro, mi viene a noia tutto ciò che prima facevo con gioia, mi vedo in una vita che non riconosco, e fatico in ogni cosa.

 

Mi sento così sperduta che è come un baratro che mi mangia a volte, e mi sembra che la vita sia come passata ormai. Mi sembra di essere diventata vecchia per fare ancora alcune cose nuove, vecchia per cominciare un’altra vita, vecchia per fare nuovi progetti. Tutto ciò che sto facendo mi lega al passato, perchè vorrei trovare una vita che non c’è più. sto facendo un sacco di fatica per cercare di aggiustare e rimettere in sesto la casa dei miei (peraltro nuova ma sto ancora finendo il doloroso lavoro di aprire i cassetti, di decidere cosa fare delle cose, di curare la terrazza e le cose rinsecchite ed è atroce ricordare ogni momento, e vedere gli oggetti…) perchè la sto facendo rinascere, ma implica un sacco di compiti, burocrazia e lavoro, poi mi sto impegnando da molto a rimettere in sesto la casa di Rimini, quella della nostra famiglia, ed ora ci sono solo io.

Tutto mi ricorda il passato, e non riesco a liberarmene perchè ho adorato questi luoghi, e se cerco di trasformarli è una grande fatica e inoltre mi dico sto lavorando per ripristinare un passato che non c’è più. Prima erano dei miei, ed io vagavo leggera da un fiore all’altro, facendo i miei sacrifici e le mie fatiche per mantenermi con un lavoro che non paga abbastanza ma portandolo avanti perchè era la mia missione, vivevo con poco e tutto ciò che avevo me l’ero conquistato. Ora gli stessi luoghi che prima erano una gioia sono diventati croce perchè loro non ci sono più, e croce perchè devo gestirli io, e soccombo fra le incombenze, e non ho una testa strutturata per queste cose, o meglio riesco anche a fare queste cose, ma devo fare così tanti sforzi per tenere tutto sotto controllo e ricordarmi tutto, che poi non riesco più a vivere le altre cose… Non posso cancellare questi luoghi perchè fanno parte della mia vita, ma sono anche un passato che non c’è più. posso solo trasformarli, ma trasformarli, da sola, implica una fatica immane, qualcosa lo sto facendo, ma sono molto stanca, molto stanca, e parte di me vorrebbe fare altro…

 

Ogni tanto penso che dovrei fuggire all’estero, come ho sempre fatto d’altronde, ad ondate, nella mia vita, per essere in un territorio così neutro dove mi concentro solo sulle persone care, e sul mio lavoro. però poi mi mancano delle radici, anche una casa che rappresenti queste radici, e le uniche radici le avevo prima da qualche parte, i miei e la loro casa, dove sapevo che potevo ritornare (ho sempre avuto una mia casa, ma era un porto di mare i cui accumulare le mie cose, i miei libri e le mie opere, non un nido in cui tornare..). Allora aveva senso fare i mille salti mortali in giro per il mondo, quando c’era il mio nido a cui tornare e da cui sentirmi accolta. Ora che questo nido non c’è più, non mi è nemmeno più possibile fuggire all’estero, perchè non avendo niente a cui tornare, mi dico che devo costruire da qualche parte questo nido. e mi sento persa, dispersa, incasinata, e inutile. tutto è troppo. dove costruire un nido non lo so, perchè forse non ho mai costruito in passato un mio nido e non lo so fare, riuscivo ad abbellire e a dare vita al nido di altri, non so. Mi sento una scema perchè qualche anno fa mi piaceva molto stare a Berlino, mi sembrava che mi aiutava a produrre delle opere creative, e mi divertivo molto, e ci portai addirittura mia mamma, ma ora mi sembra che non ha più senso andarci, perchè un conto è andarci per alcuni mesi e poi tornare al nido regolarmente, come facevo, oppure essere lì con la mia mamma che quando era tutto il mio nido, un conto ora è andarci fissa, ma sentirsi in un paese non tuo, distante anche solo dalle cose e dagli oggetti che ti ricordano i tuoi cari, e non avere nessuno più dove tornare, e allora è meglio restare qua direttamente. Mi sembra che tutto e il contrario di tutto siano possibili e che in queste possibilità senza radici tutto è interscambiabile e alla fine ci si blocca. Mi sento quasi paralizzata, imprigionata da ragnatele di ricordi e di cose che mi tengono legata, mentre prima ero libera e su questa libertà fondai la mia vita, rinunciando anche a molte cose.

 

E forse non sono capace che di vivere svolazzando da un fiore all’altro e da un’opera all’altra. ma questo si fa quando si è giovani, io ora mi vedo in un futuro in cui da vecchia è patetico girare di fiore in fiore e mi sento anche così tanto stanca di tutto, senza una famiglia e senza un modello di vita che ho costruito per la mia età più adulta e matura. Non sono catastrofica o pessimista, nel fondo ho sempre come una buona stella che al momento opportuno si fa sentire e mi illumina i momenti più bui, ma non so quando dove e come uscire dal tunnel (o il tunnel è la nostra condizione di vita?).

 

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Ho scelto di postare queste immagini in cui mi riconosco ancora, di una performance del 2002 intitolata ‘Uscita irreale’ che è un duetto fra performance e video: se ‘virtualmente’ nel video è possibile uscire dalle scatole e ritrovarsi nudi e liberi, nella realtà le scatole rimangono, ci avvolgono, e anche quando pensavamo di averle distrutte ricrescono sempre, vuoi create da noi stessi o dagli altri o dalla società..

153. Omaggio a Duchamp

May 3, 2015

Due video su un grande maestro per il quale provo gratitudine al solo guardarlo.

 

 

 

144. Una foto ritrovata mentre rifaccio il sito

April 30, 2015
Sto lavorando con una giovane e bravissima web designer and developer australiana per rifare il mio sito personale (finalmente! erano alcuni anni che volevo rifare tutto ma non avevo trovato in passato la persona giusta e in Italia non mi piaceva come i webdesigner lavorano, nè le cifre esorbitanti che molti di loro chiedono, mentre qui a Berlino sapevo che avrei trovato la persona adatta!) e sto risistemando tutte le foto. spulciando qua e là ne ho trovate due, molto diverse fra loro, che mi è venuta voglia di mettervi qua! Forse perchè entrambe mi stanno simpatiche e in entrambe mi rappresento! (oddio…lo so che sono una persona dalle tante sfaccettature e dell’unione degli opposti! )