LIUBADARY – DIARIO DI UN’ARTISTA NORMALE

87. Voglio scrivervi di così tante cose..e bus cinese

Voglio scrivervi di così tante cose, tante ne succedono – sia fuori che dentro di me – tra nuovi progetti creativi a cui sto lavorando, nuovi contatti e conoscenze, programmazione di performance future, gestione dei progetti che mi aspettano in Italia, e poi riflessioni, pensieri, aneddoti, cose che vedo, sento, percepisco e respiro … Mentalmente vi scrivo ogni giorno, con un sacco di cose da dire e condividendo ciò che mi frulla in testa, ma poi non rimane il tempo per scriverlo, e trovare il tempo per scriverlo è un impresa, con la valanga delle cose che si accavalla, i progetti che si intersecano, le energie per spostarsi, e i rapporti con le tante persone care (raddoppiati perché sono sintonizzata con le persone care in Italia e con quelle di qua) …
E’ buffo, ora sto scrivendo, un po’ mezza storta e al buio – ma sul computer non sul quadernetto – mentre sono sul bus cinese che mi porta a Washington a trovare Stefano (il Mengoz!) per il week-end! Sono su questo pullman scassato che parte da Chinatown New York e arriva a Chinatown Washington con partenza ogni ora e per il prezzo ridicolo di 20 dollari..
E’ stato un po’ strano entrare in questo pullman gremito e pure non trovare il pullman delle 6 ma dover aspettare quello delle 7, ma è interessante provare questa esperienza e poi ho voglia di vedere Stefano, credo che non ci vediamo da una decina d’anni … a Bologna, al primo anno di Università (e per qualche anno) abitammo insieme e lui era un po’ come un fratello maggiore. Poi dopo l’università se n’è andato a Chicago con borse di studio per studiare e insegnare il liuto, e da allora vive negli Stati Uniti insegnando musica all’università … abbiamo deciso di incontrarci a Washigton che è un po’ a metà strada per entrambi, perché lui ha una conferenza ed è lì per alcuni giorni. Per cui ok, mi vedrò Washington,  a passerò il week-end col mio vecchio amico. Bene! Avevo un sacco da fare, a dire il vero, ma generalmente nella mia vita metto sempre al primo posto l’amore e i fattori umani, e mi sono sempre trovata bene!
… Così sto scrivendo tra una curva e l’altra del pullman cinese (perché prima che non scrivevo andava dritto come un fuso in autostrada e ora è tutto uno curva??) Ah, dulcis in fondo, ho Cesaria Evora nelle mie orecchie che da questo incantamento magico contribuisce a un mood meraviglioso e misterioso di questo piccolo viaggio nella notte americana sul bus cinese peno di gente di ogni razza (e odori vari).
i famosi ‘cherries blossom’ a washington

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WELCOME!

dopo il ‘diario new york’ apparso a puntate sul web seguito quasi come una telenovela (anche perchè un po’ lo era!) da una numerosa serie di persone, ho deciso di ritornare a raccontarmi e a raccontare i retroscena della vita di un’artista, con i suoi problemi ‘normali’ della vita quotidiana, comuni a tutti, però anche con le imprevedibili pazzie e avventure che intraprendere questa strada comporta.

Perchè sento il desiderio di condividere parti di ciò che mi accade con voi? Perchè è come se ci fossero due torrenti che mi attraversano, quello della vita normale, con tutte le sacrosante esigenze di stabilità, rapporti, lavori, bollette, paure, silenzi, soddisfazioni e poi c’è una parte inquieta che si meraviglia di tutto e cerca il colore delle cose, e soffre nel grigio quotidiano e nella morsa dell’ingranaggio, che mi costringe a creare, a migrare, ad oppormi, ad immaginare, e questo secondo torrente fluisce impetuoso e si mischia con l’altra acqua più quieta. E lì nasce l’arte, nasce il mio desiderio di molto viaggiare, e nasce il conflitto e il rischio, e la paura e la gioia.

Desidero raccontarmi perchè so che questi torrenti sono in molti di noi, e mi piace pensare che condividere l’attraversare di queste acque possa creare sinergia, complicità, sollievo e ironia.

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Mi sono domandata: imposto il blog per raccontarvi i fatti e le cose che succedono? o per svelare i risvolti che non si vedono, compreso quelli interiori? Mi sa che farò un mix di fatti esterni e di fatti interni.

Per cui vi racconterò le cose, ma credo che vi racconterò anche la fatica, e la rabbia,o la gioia, o l’insicurezza, o insomma tutta la mia imperfetta individualità che sta dietro alle cose che faccio e che cerco di fare.

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