LIUBADARY – DIARIO DI UN’ARTISTA NORMALE

72. Manhattan in bicicletta e siti indiani …

Sono stata bene a Montreal, bello essere in una situazione di famiglia e di vita domestica. Ho lavorato tanto al computer e ho goduto la compagnia di Mario, stando molto rilassata e per lo più in casa. Però dovevo tornare a New York perché ci sono molti progetti che mi aspettano e questa città vuole offrirmi le sue sorprese … Sono partita giovedì 16 febbraio, col solito pullman e il solito lungo e lento viaggio, pure mezza influenzata (insomma, il mio corpo col freddo freddo non è che va tanto d’accordo … non posso farci niente!).

Sono arrivata a Manhattan e ho preso un taxi per recarmi nella mia nuova sistemazione newyorkese nell’East Village. Sono stata stra-fortunata: un membro di Servas ha una piccola stanza in più per gli ospiti, che ha deciso di affittarmi, per un prezzo ragionevole, per questi mesi. Avere un prezzo ragionevole a Manhattan è praticamente impossibile ed io mi sento e sono molto molto fortunata. E, cosa meravigliosa, ho anche a disposizione una bicicletta! Così l’altro giorno, per festeggiare il mio arrivo e la primaverile giornata di sole, sono andata col mio coinquilino a fare un giro in biciletta sulle rive di Manhattan – dove hanno appena costruito una splendida pista ciclabile – con lui che, da vero viaggiatore e vero servas, gongolava nel mostrarmi le cose più belle, inusuali o curiose, da vedere e da raccontare. Davvero una sensazione unica, stare sulle due ruote pedalando a fianco del ponte di Brooklyn! Scusate, non ho fatto foto, ma mi ero scordata di prendere la macchina fotografica, e poi spesso preferisco guardare che fermarmi a fotografare …

Poi dal giorno successivo ho ripreso comunque la mia routine di lavoro, con calma e relax, ma mi sono occupata di preparare i progetti, elaborare The Finger and the Moon e concepire un nuovo sviluppo qui a New York, e ancora a contatti, ecc … ecc…, il tutto condito con pasti qua e là in posti uno più diverso dall’altro, la sopresa delle strade di Manhattan dove ogni volta ti stupisci e ti meravigli, la vivacità degli stimoli, e la facilità di reperire tutto ciò di cui hai bisogno … certo, qualche volta mi sento sola, anzi non è corretto, perché sola sto bene, certe volte mi mancano tanto gli affetti, la mia famiglia in Italia e il mio amore in Canada, e mi chiedo che senso abbia essere così sparpagliati nel mondo … ma tant’è, la vita è ricca di percorsi e di risvolti, imprevedibili e affascinanti.

Curioso, per puro caso sono capitata in un paio di siti indiani dove appaiono i mei video … funny, nice!

https://www.ratedesi.com/video/author/liubanet

https://www.indiaeveryday.in/video/u/liubanet.htm?s=rating

E, cosa ancora più curiosa, sono andata ieri sera a sentire una conferenza di una mia amica in uno studio-luogo-di-artisti-appartamento-pieno-di-tecnologia, con terrazzino con splendida vista su midtown, i cui componenti, e molti degli spettatori erano indiani americani. Ho parlato con un ragazzo la cui famiglia proviene dal Punhiab e che è di religione sikh, e gli ho chiesto di poter andare a vedere una funzione nel loro tempio. Questo percorso alla scoperta delle religioni e dei loro luoghi mi affascina molto … e New York mi sembra un abisso per tutto ciò (ossia ce ne sono a non finire! … ).

 

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WELCOME!

dopo il ‘diario new york’ apparso a puntate sul web seguito quasi come una telenovela (anche perchè un po’ lo era!) da una numerosa serie di persone, ho deciso di ritornare a raccontarmi e a raccontare i retroscena della vita di un’artista, con i suoi problemi ‘normali’ della vita quotidiana, comuni a tutti, però anche con le imprevedibili pazzie e avventure che intraprendere questa strada comporta.

Perchè sento il desiderio di condividere parti di ciò che mi accade con voi? Perchè è come se ci fossero due torrenti che mi attraversano, quello della vita normale, con tutte le sacrosante esigenze di stabilità, rapporti, lavori, bollette, paure, silenzi, soddisfazioni e poi c’è una parte inquieta che si meraviglia di tutto e cerca il colore delle cose, e soffre nel grigio quotidiano e nella morsa dell’ingranaggio, che mi costringe a creare, a migrare, ad oppormi, ad immaginare, e questo secondo torrente fluisce impetuoso e si mischia con l’altra acqua più quieta. E lì nasce l’arte, nasce il mio desiderio di molto viaggiare, e nasce il conflitto e il rischio, e la paura e la gioia.

Desidero raccontarmi perchè so che questi torrenti sono in molti di noi, e mi piace pensare che condividere l’attraversare di queste acque possa creare sinergia, complicità, sollievo e ironia.

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Mi sono domandata: imposto il blog per raccontarvi i fatti e le cose che succedono? o per svelare i risvolti che non si vedono, compreso quelli interiori? Mi sa che farò un mix di fatti esterni e di fatti interni.

Per cui vi racconterò le cose, ma credo che vi racconterò anche la fatica, e la rabbia,o la gioia, o l’insicurezza, o insomma tutta la mia imperfetta individualità che sta dietro alle cose che faccio e che cerco di fare.

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