105. La performance collettiva a Genova: prime impressioni

The Finger and the Moon #3 – foto da performance. particolari del finale

Devo essere sincera: sono stata molto contenta dell’esito della performance collettiva che abbiamo fatto a Genova e dell’adesione entusiasta di molte persone. E’ stato un lavoro lungo più di un anno, dall’ideazione al coinvolgimento del curatore e del Museo, dalla ricerca antropologica al lavoro sul campo, dalla strutturazione alla regia.

Mi interessa molto lavorare in progetti dove la gente comune, gli abitanti di un posto, diventano i protagonisti e i cointerpreti della performance. Mi piace l’idea di un’arte che è fatta di persone, in cui ciascuno diventa parte dell’opera. In più, se aggiungiamo che queste persone che mi ero ripromessa di portare a partecipare alla performance dovevano essere di diverse fedi religiose e di diversi credo, si vede subito come questo progetto non fosse così facile e anzi molto ambizioso.

Molti sanno, e qualcosa ho anche scritto su questo diario, che ci sono stati momenti molto difficili, di sconforto, di fatica, di dubbi e di ostacoli. Però diciamo che non potevo e non volevo lasciar perdere, per la forza con cui credevo in questo progetto, ma anche in onore di quei donatori che hanno contribuito a sostenere il progetto, chi con poco chi con molto. per cui ho continuato a tirarmi su le maniche, stringere i denti e lottare, con l’aiuto di molte persone, edobbiamo tutti ringraziarci a vicenda se il bersaglio è stato centrato e la performance riuscita, con pure moltoa partecipazione (dato l’argomento delicato del progetto la realizzazione della performance non era assolutamente scontata…)

A fare la performance insieme a me sono venute 12 persone, tra le cui musulmani, baha’i, sikk, induisti, ebrei, atei, pacifisti. Molte persone sono venute come pubblico, partecipando emotivamente all’evento dall’esterno, lasciandosi coinvogere dalle videoinstallazioni e dalla performance. Molti altri hanno aderito ma per impegni personali non hanno potuto essere presenti quella sera.

Ero tesa sino a pochi giorni prima per il fatto che non sapevo fino all’ultimo quante persone avrebbero potuto presentarsi. di molti avevo fiducia, però un conto è dire sì partecipo, un conto venire davvero, e venire prima per le prove, e coinvolgersi, e metterci il proprio corpo, la propria faccia.
E’ stata un’esperienza umana, emotiva, spirituale e artistica molto intensa per tutti. Sono felice e sono anche un pizzico orgogliosa, poichè posso dire che è stata una vittoria.

In altro momento e in altro luogo (v. il blog del progetto: the finger and the moon blog) vi racconterò più dettagliatamente della performance e a poco a poco ci saranno foto, video, backstage (ho un sacco di splendido materiale sul back stage), elementi, impressioni, commenti.

103. Di nuovo a Genova per The Finger and the Moon #3

E’ dall’inizio di settembre che di nuovo sono a Genova per la preparazione del progetto ‘The Finger and the Moon’. La maggior parte del lavoro di questo progetto è un lavoro sul territorio, e il coinvolgere persone appartenenti a diverse fedi, diverse comunità religiose o laiche, è parte del progetto.
Per cui sono ancora qui che trottello come una matta.

Come forse sapete tra l’altro, la performance collettiva finale, frutto del lavoro di ricerca sul territorio di un anno, e frutto di un calibrato lavoro multimediale di creazione abito, musica, video, regia, era in programma lo scorso 19 maggio per la Notte dei Musei, che è stata annullata in tutta Italia, poche ore prima, per i fatti di Brindisi. Magari avete già letto come ci eravamo rimasti e cosa era successo (v. qui), e che sberla è stato l’annullamento improvviso poche ore prima dell’inizio dell’evento.

La cosa utopica – perchè lo è – di questo progetto è l’andare in giro in una città che non conosco a trovare segnali, nomi, persone e comunità che vogliano partecipare alla performance. E’ un lavoro di tessuto umano. E’ vita che costruisce arte, o meglio il lavoro.
A volte mi sembra di dover vendere un detersivo, e non è facile agganciare le persone (metti magari quando vai alla chiesa anglicana o alla moschea) e cominciare a parlare del progetto, dell’intento, della modalità, e infine chiedere se vogliono partecipare (perchè un conto è dire uh che bello, molto interessante, fantastico… un altro è partecipare in prima persona, prendersi le proprie responsailità e partecipare alla performance..)

lavoro sul campo…

Possibile che mi invento sempre progetti artistici in cui mi trovo a fare mille mansioni più uno? per questo: ideazione, progettazione, ricerca risorse umane, regia, videoinstallazione, musiche, performance, ideazione vestito, allestimento, segreteria, antropologa, globetrotter genovese, comunicatrice….!! certo che se ci fosse stato un budget adeguato alla vastità di questo progetto avrei potuto fare solo le già tante cose di mia competenza, ma essendo un budget ridotto all’osso mi sono dovuta prodigare in ogni direzione!… ma che dire, oggi – e non solo oggi – in Italia per far nascere dei progetti devi prendere tutto di petto e combattere sino all’osso, perchè altrimenti non li fai e tutto tace (soluzione che potrei adottare presto). Per cui ancora una volta ho dovuto spingere il piede sull’accelleratore e dedicare anima e corpo alla realizzazione di questo progetto, ringraziando pure le tantissime persone che mi hanno aiutato ed hanno collaborato, perchè senza di loro sarebbe stato ancora più difficile, se non impossibile.

per maggiori info sul progetto, e il materiale in progress che a poco a poco vi verrà pubblicato, vedi il sito e blog: thefingerandthemoon.net

92. La Notte dei Musei annullata, The Finger and the Moon #3 solo rinviato

Questo è il testo che ho diffuso alla mia mailing list e sul sito di Artribune per comunicare l’annullamento della Notte dei Musei e l’impossibilità di fare performance. Desidero convididerlo anche con voi. Di seguito il Comunicato stampa. E per sapere le emozioni, la storia, la preparazione, andate qui al il post precedente.

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The Finger and the Moon #3 di Liuba (NET) a cura di Alessandra Gagliano Candela è stato un lavoro organizzato da un anno e preparato in ogni dettaglio per culminare in una performance collettiva a Genova durante la notte dei musei di ieri sabato 19 maggio alla chiesa sconsacrata di S. Agostino, appartenente all’omonimo Museo.

Per l’occasione un lavoro sul territorio lungo mesi aveva radunato persone di diverse fedi religiose che si sarebbero unite all’artista Liuba in una performance artistica collettiva di meditazione di culture di tutto il mondo. Questo evento, che avremmo dedicato come atto collettivo e risposta pacifica alla violenza di Brindisi, è stato bloccato per la decisione del ministero di annullare la notte dei musei.

La performance sarà rimandata e la rifaremo ancora più grande e con ancor più partecipanti, e la dedicheremo alla tragedia di Brindisi e all’opposizione contro il terrorismo di tutti i tipi.
Ma annullare la Notte dei Musei ieri facendo tacere la cultura, non ci è sembrata la scelta adeguata.

THE FINGER AND THE MOON #3
performance collettiva

di Liuba (NET)
a cura di Alessandra Gagliano Candela

SABATO 19 MAGGIO h. 22.30
EX CHIESA DI S.AGOSTINO, GENOVA

COMUNICATO STAMPA

Il giorno 19 maggio 2012 alle ore 22.30 in occasione della “Notte dei Musei 2012” nella Chiesa sconsacrata di Sant’Agostino a Genova, parte del complesso museale omonimo, avrà luogo la performance di Liuba (Net) “The Finger and the Moon #3”. Terza tappa del progetto incominciato nel 2007 all’Opening della Biennale di Venezia e proseguito nel 2009 in Piazza San Pietro in Vaticano, curato da Luca Panaro con una trasmissione in streaming in gallerie in tutto il mondo,  la performance che avrà luogo a Genova, ne costituisce uno sviluppo importante ed originale.
“The Finger and the Moon” riflette, infatti,  sulla spiritualità nella nostra società, sull’affinità tra le diverse forme di preghiera, sulla libertà religiosa e il rispetto per ogni forma di religione, sulla limitatezza e la pericolosità del fanatismo e della chiusura al dialogo. A “The Finger and the Moon #3”, prenderanno parteesponenti delle più diverse confessioni religiose, che mediteranno insieme in una performance-rito collettivo.

 L’evento, curato da Alessandra Gagliano Candela, è stato preceduto da quasi un anno di lavoro di mappatura sul territorio, svolto dall’artista e dall’antropologa Barbara Caputo, che hanno stabilito un rapporto diretto con le diverse comunità religiose presenti, coinvolgendo direttamente gli abitanti della città  ad esse appartenenti .

La chiesa di S. Agostino, contenitore ricco di storia e di vissuto, si presta particolarmente alla realizzazione di questa performance-rito di grande impatto emotivo e concettuale: al suo interno una videoinstallazione presenterà i video delle due precedenti tappe, mentre le persone appartenenti alle varie confessioni procederanno ciascuna con la propria preghiera lungo la navata dell’antico edificio religioso.  L’artista Liuba indosserà per l’occasione un nuovo abito-opera, frutto della collaborazione tra lei e la stilista Elisabetta Bianchetti come nelle due precedenti tappe.
Integrano il progetto un sito web apposito ed un blog multireligioso e multiculturale che ne supportano il divenire (http://www.thefingerandthemoon.net/), servendo anche da piattaforma per un eventuale dialogo tra le comunità e i partecipanti al progetto. Alla performance faranno seguito una pubblicazione ed una mostra negli spazi del  Museo.

Liuba (NET) è il nome che Liuba ha scelto per mantenere la sua identità di artista, ma anche per evidenziare e ringraziare il network di persone che collaborano, supportano, assistono e contribuiscono ai suoi progetti, senza i quali il lavoro non sarebbe possibile.
 In particolare per THE FINGER AND THE MOON #3 : Adelmo Taddei, Direttore del Museo di S. Agostino, Gianna Caviglia, Comune di Genova,  Alessandra Gagliano Candela, curatrice del progetto, Barbara Caputo, antropologa, Elisabetta Bianchetti, stilista e produttrice dell’abito, Pat Veriepe, web developer , Chiara Parmiggiani, per il fundraising, Francesca Agrati, assistente dell’artista e Claude Caponetto, per le traduzioni.
 Un grande grazie ai donatori:P. Alessio Saccardo, per il suo generoso contributo che ha permesso di cominciare a realizzare tutto. DanieleCabri e Nadia Antoniazzi, Annalisa Cevenini, Cecilia Freschini, Francesca Agrati, per il loro sostegno non solo economico.

 PER PARTECIPARE ALLA PERFORMANCE e’ NECESSARIO VENIRE ALLE PROVE GENERALI DI VENERDì 18 MAGGIO, ORE 18, DENTRO ALLA CHIESA DI S.AGOSTINO O, SE IMPOSSIBILITATI, TROVARSI NELLA CHIESA DI S.AGOSTINO ALLE ORE 20 PRECISE DEL 19 MAGGIO, GIORNO DELLA PERFORMANCE.

Notte dei Musei 2012 Museo  di Sant’Agostino, Piazza Sarzano, 35 R – 16128 Genova
Tel. 010 2511263 ; fax 010 2464516 http://www.museidigenova.it/

91. A Genova per preparare The Finger and the Moon #3 e… il blocco

Appena rientrata in Italia e dopo qualche giorno di catalessi (ma perché sono sempre spompata? Certo, direte, faccio molte cose, ma a volte neanche poi tanto, oppure sì??) e di dormite ininterrotte causa fuso orario e annessi e connessi, mi sono dovuta subito catapultare mente corpo e cuore a Genova per l’ultimo slancio realizzativo del progetto ‘The Finger and the Moon #3“.
Era più di un anno che l’avevo concepito e visto nella mia testa, e poi deciso come e dove realizzarlo.
E da allora ho lavorato per concretizzare e dare realtà a questa visione stampata nella mia testa.

Una delle cose più caratteristiche e speciali del fare arte è il fatto di far diventare reale qualcosa che è immaginario, è il miracolo di trasformare un pensiero, idea, emozione, in un qualcosa di tangibile, dare realtà, ossia realizzare. Questo è il creare. Dal niente all’oggetto – o al progetto – dall’invisibile al visibile, e per compiere questo tragitto lo sforzo è spesso immenso, a volte titanico (almeno per me lo è proprio). Chi non realizza non sa cosa vuol dire. Si possono avere mille idee, si può passare il proprio tempo a pensare e programmare, ma è solo realizzando che si tramuta la realtà e si crea. Ma quanta energia ci vuole! Di pensare sono bravi tutti, di avere belle idee sono bravi in molti, ma è il realizzare le proprie idee che fa la differenza, e pochi ci riescono.
v. il progetto

A dire il vero questa volta non è riuscito nemmeno a me. Ma ciò non è dipeso da noi.
Ce l’avevamo quasi fatta. Avevo lavorato con un team che comprendeva la curatrice, l’antropologa, il direttore del museo, la stilista, la webmaster, il traduttore, qualche donatore … I fondi erano irrisori per l’entità del progetto e la fatica di fare tutto quasi a costo zero è stata immensa per tutti, specialmente per me e la curatrice che abbiamo dovuto fare le magie per coprire anche ruoli che non ci competevano, data l’impossibilità di pagare persone esterne, però siamo riusciti a portare a termine ciò che avevo ideato. E poi l’aiuto delle persone di Genova, che è stato affascinante e fondamentale.
Ho passato molti giorni in questa bella città (quanto è stata piovosa e umida però in questo periodo!), ospitata un po’ dal gentilissimo amico servas Carlo, che ha aiutato e collaborato in maniera generosa ed essenziale, e un po’ nella casa per artisti del Comune nella zona del Ghetto, vicino a via del Campo (una delle mie canzoni più amate di de Andrè!).

Insomma, alla fine ce l’avevamo quasi fatta. E avevamo coinvolto molte persone per fare la performance collettiva con me. Molte persone di diverse etnie e diverse religioni, come era la mia visione e il sogno che nutrivo nella mente. Il lavoro di contattare le persone, spiegare la performance e invogliarli a partecipare è stato uno dei più faticosi, ma anche il più affascinante. Un’arte che va in strada, nel territorio, fra le persone, che è vita, carne, contatto, ricerca, relazione … Ecco cosa cercavo. E tutto ciò stava accadendo. Ho avuto contatti con persone musulmane, buddhiste, protestanti, evangeliche, ortodosse, ebree, sikh, baha’i, cattoliche, africane. Avevamo documentato questo lavoro sul territorio con foto e video, per la successiva mostra, grazie anche all’aiuto di due giovani artiste genovesi che sono venute in giro con me, Elena e Luisa.

Pochi giorni prima della performance si viene a sapere che il museo non solo non ha luci per illuminare la chiesa gotica, ma nemmeno l’impianto audio. Salti, giri, richieste, apparizioni e fortuna ci aiutarono a risolvere anche questo problema, e all’ultimo riuscì a sistemare lo spazio come lo desideravo, con la video proiezione, le due musiche, le luci soffuse nella navata … è stato un duro lavoro di equipe, e tutto si stava risolvendo grazie all’aiuto di tutti … Anche della mia assistente Francesca che venne apposta da Milano il giorno della performance per portarmi il vestito/opera, che aveva avuto qualche problema dallo stampatore ed era pronto – a Milano – solo il giorno precedente.

Ce l’avevamo fatta. Io ero esaurita, con otite curata ad antibiotici e cortisone, l’ultima settimana avanti e indietro fra Milano e Genova (anche per problemi familiari che mi preoccupavano assai), ore di telefono per coordinare tutte le persone e rispondere alle domande tecniche di chi partecipava, preparazione psichica e fisica alla performance, gestione della regia collettiva, ma l’energia stava salendo, il venerdì abbiamo fatto le prove generali nella chiesa sconsacrata (ma quanto è bella!) con alcuni dei partecipanti, e tutti eravamo emozionati. sarebbe stata una sinfonia di credo, meditazioni, azioni, interazioni, emozioni, immagini. Eccoci.
Ci siamo. Mancano poche ore. E’ il 19 maggio, la Notte dei Musei, e il nostro progetto-evento-performance era parte del programma della notte dei Musei di Genova, alla chiesa del Museo S. Agostino. Ma succede un attentato a Brindisi. Violenza. L’Italia che è sconvolta. Una ragazza uccisa.
Io subito che penso – e Alessandra la curatrice ha pensato in contemporanea lo stesso – di dedicare il nostro lavoro, la nostra performance, la nostra meditazione collettiva  con persone di diverse fedi religiose, alla memoria di questa ragazza, all’opposizione alla violenza. Ancora di più tutti eravamo emozionati, e fare questa performance era un segno. Il nostro segno. Erano le nostre energie che desideravano fondersi, mostrarsi, anche levarsi contro, ma in pace, in positività, in arte.

E invece poche ore prima dell’inizio, nel pomeriggio, si diffonde la notizia ufficiale che il ministro ha bloccato la Notte dei Musei in tutta Italia. Ha fatto tacere la cultura. Ci ha tolto la voce. Ha vinto la logica della violenza. E vedere bloccato tutto è stato l’ennesimo controsenso che si esperimenta qui in Italia, dove già resistere è difficile, già continuare a lottare è duro, dove cercare di creare dei sogni è quasi utopia, e poi quando ci si è quasi riusciti, tutto si spegne per motivi quasi soprannaturali.
E’ stata una ferita forte.
Forse non mi sono ancora ripresa.

The Finger and the Moon  #3 non sarà annullato, solo spostato. ma bisogna riorganizzare tutto e ricontattare tutti, e ritrovare il tempo, l’energia, il coordinamento e la voglia di dare corpo anima cuore settimane e mesi per realizzarlo di nuovo … Abbiamo bisogno dell’aiuto e del sostegno di tutti voi.
(La performance si farà dopo la metà di settembre in data da definire, chi vuole avere info può lasciare un segno qui o mandare un email a info@liuba.net).

v. il comunicato stampa e l’email che annuncia l’annullamento

85. Manca solo una settimana … e foto templi …

Come molti di voi già sanno, sto lavorando da più di un anno al nuovo step del progetto ‘The Finger and the Moon’ (che sarà il #3), e si terrà a Genova il 19 maggio di quest’anno (non vi preoccupate, rientro in Italia per tempo, anzi un mese prima e mi piazzerò a Genova per mettere a punto tutto il lavoro di preparazione e di coinvolgimento delle persone … Intanto però qui a new York ho trovato ispirazione per fantastici preparativi anche per questo progetto!).

E’ un ampio progetto che comporta un lavoro di equipe, e che coinvolgerà moltissime persone in una performance collettiva.


Manca solo UNA SETTIMANA per sostenere, tramite l’apposito sito online, questo imminente progetto di performance collettiva  programmato per maggio a Genova.  Il piccolo contributo di tutti voi è fondamentale perché l’operazione riesca!!   
E ciascuno di voi può partecipare alla performance, se lo desidera!

PER PARTECIPARE E /O SOSTENERE ‘THE FINGER AND THE MOON #3:

Clicca qui ENTRO il 3 APRILE 2012!

 http://www.indiegogo.com/The-finger-and-the-moon?c=home




Nel frattempo, come regalo in anteprima (ah, se accedete al sito e fate una anche pur piccola donazione, riceverete in cambio dei lavori firmati del progetto … E spero con tutto il cuore che ne rimarriate contenti!)
come regalo in anteprima, dicevo, vi metto alcune foto della serie sui templi/chiese che sto facendo qui a New York.
Enjoy! (come dicono qua per quasi tutto, e a me piace molto questa espressione).

   
  
Liuba – The Finger and the Moon #4 – new photo series (all right reserved)