42. Hamburg, St.Nikolai Kirche Memorial

Gironzolando per Amburgo mi sono trovata in mezzo alle rovine di una enorme cattedrale gotica, sventrata nel mezzo, con intatto solo il campanile (che nell’800 era l’edificio più alto del mondo).
Amburgo fu interamente distrutta dai bombardamenti del 1943 e questa chiesa è divenuta un memoriale per la pace nel mondo.
Sono salita in cima al campanile (sfidando la mia paura dei precipizi e cercando di vincere le mie vertigini) portata da un ascensore trasparente in cima sino a 75 metri di altezza. Nell’ascensore, ero da sola e mi veniva il capogiro al guardare giù mentre salivo, poi quando sono uscita sul campanile stavo quasi per svenire, però mi sono detta che dovevo vincere questa paura, ho fatto dei grandi respiri, e a poco a poco mi sono ripresa. (Sto leggendo un libro che praticamente dice che ‘nulla è impossibile se sai come farlo’ – devo dire che è ricco di spunti e scritto molto bene – e ho cominciato col vincere questa paura atavica che mi porto dietro da moltissimo tempo).

Oltre a vedere dall’alto tutta la città e il suo porto, in cima al campanile c’era un grosso cartello che raccontava la storia del bombardamento e della distruzione di Amburgo. La raccontava con molta lucidità e con chiari riferimenti alla ‘colpevolezza’ del popolo tedesco di aver dato credito al regime nazista che aveva a sua volta cominciato la funesta e orribile tecnica di bombardare di notte le città. I cittadini di Amburgo, città che fu interamente distrutta dalle bombe alleate, è come se chiedessero ora alla storia di non ripetere nuovamente simili orrori, e hanno eretto un memoriale, nella cripta di questa chiesa sventrata, dove ci sono fotografie della distruzione di amburgo da parte delle bombe alleate, ma anche fotografie della distruzione di Londra e Varsavia da parte delle truppe tedesche. Questo per non dimenticare che tutte le guerre sono tragedie, e che da violenza nasce violenza.
Nel memoriale inoltre c’era un libro dove scrivere i commenti. Desidero condividere con voi ciò che ho scritto:
” Full of emotions I share my feelings”.
This monument is an extraordinary and tragic example of how violence generates violences,
how war generates war.
Humanhood, when do you learn this lesson, now that bombs are falling again over countries and people?”

Fuori, nell’abside sventrata, è stata collocata nel 1977 un’opera in mosaico dell’allora novantenne artista Kokoscha, e altre opere di artisti attuali furono collocate successivamente.

Questa è la cronistoria di ciò che successe quei giorni:
The Battle of Hamburg, codenamed Operation Gomorrah, was a campaign of air raids beginning 24 July 1943 for 8 days and 7 nights. It was at the time the heaviest assault in the history of aerial warfare and was later called the Hiroshima of Germany by British officials.


The Battle of Hamburg overlapped the Battle of the Ruhr which ended on 31 July. The operation was conducted by RAF Bomber Command and the USAAF Eighth Air Force. The British conducted the night raids and the USAAF conducted the daylight raids.
On 24 July, at approximately 00:57AM, the first bombing started by the RAF and lasted almost an hour. A second daylight raid by US Army Air Force was conducted at 4:40PM. A third raid was conducted on the morning of the 26th. The night attack of 26 July at 00:20AM was extremely light due to a severe thunderstorm and high winds over the North Sea during which a considerable number of bombers jettisoned the explosive part of their bomb loads (retaining just the incendiaries) with only two bomb drops reported. That attack is often not counted when the total number of Operation Gomorrah attacks is given. There was no day raid on the 27th.

On the night of 27 July, shortly before midnight, 739 aircraft attacked Hamburg. The unusually dry and warm weather, the concentration of the bombing in one area, and firefighting limitations due to Blockbuster bombs used in the early part of the raid culminated in the so-called “Feuersturm” (firestorm). The tornadic fire created a huge inferno with winds of up to 240 km/h (150 mph) reaching temperatures of 800 °C (1,500 °F) and altitudes in excess of 1,000 feet, incinerating more than eight square miles (21 km²) of the city. Asphalt streets burst into flame, and fuel oil from damaged and destroyed ships, barges, and storage tanks spilled into the waters of the canals and the harbor caused it to ignite as well. The majority of deaths attributed to Operation ‘Gomorrah’ occurred on this night. A large number of those killed died seeking safety in bomb shelters and cellars, the firestorm consuming all available oxygen in the burning city above.