56. Omar Calabrese, Marco Senaldi e Steve Jobs: due articoli e un discorso

Ciao, desidero condividere con voi due articoli interessanti e un discorso, tra ciò che ho letto sul web in questi ultimi tempi.
Enjoy!

Intervista a Omar Calabrese
http://www.visual-studies.com/interviews/calabrese.html

Omar Calabrese è stato mio professore al DAMS di Bologna e mio relatore di tesi in Semiologia delle Arti. Ho lavorato molto bene con lui e lo stimo molto.

“• Spostiamoci adesso su un altro binario. Lei ha detto che l’opera d’arte per sua natura contiene in sé l’istruzione per il proprio uso. Cosa facciamo con le opere d’arte che proprio neccessitano di spiegazioni fuori della loro forma e fuori del loro contenuto?
— Questo concetto non appartiene a me, ma allo storico d’arte francese che considero il mio maestro – Hubert Damisch. Lui si è sempre occupato di ciò che aveva chiamato l’oggetto teorico dell’arte, ovverosia qualunque opera non è solo accompagnata dalla propria critica, esterna all’opera, ma contiene degli elementi che ne costituiscono l’architettura e che non possono non partire da qualche teoria. (continua a leggere...)

L’altro articolo che vorrei segnalarvi è scritto da Marco Senaldi, intellettuale che stimo molto nel panorama del mondo dell’Arte Contemporanea e pensatore sottile e acuto. L’articolo è pubblicato su Flashartonline, si intitola “Steve Jobs tra mito e realtà” e riflette in maniera molto interessante sulle tendenze ipercelebrative della nostra epoca attuale:


“Da qualche anno si registra un accrescimento dell’effetto “No more Vincent”.Ovvero: solitamente la dipartita di uomini importanti era salutata con un “coccodrillo” e poco più, e a volte nemmeno quello (come nel caso di Van Gogh), così che il lavoro di riabilitazione era affare delle generazioni seguenti. Ma, siccome beccarsi rimproveri postumi (del tipo “Come è stato possibile che voi, suoi contemporanei, non vi siate accorti che era un genio?”) non piace a nessuno, oggi si assiste al fenomeno opposto: appena scompare un famoso si provvede a una deificazione istantanea.


Comunque, sempre a proposito di Jobs, condivido con voi il video del discorso ai neolaureati dell’Università di Standford. E’ bello da ascoltare, conciso, vibrante e vero. Mi è piaciuto e, seppur lo avrete sentito una miriade di volte in questo periodo di commemorazione, mi piace salvarlo qui sopra e conservarlo.

http://youtu.be/oObxNDYyZPs

http://www.visual-studies.com/interviews/calabrese.html