113. Il 2013 festeggio i 20 anni!

Buon anno a tutti e buon 2013!!!

Sono molto eccitata perchè nel 2013 festeggio i 20 anni di performances e di attività artistica, e sto preparando alcune sorprese in proposito.
In realtà la prima performance la feci nel 1992 al centro d’Arte Masaorita di Bologna (Zucchero e le fragole, performance multimediale tratta da una mia fiaba con musica originale di Nicola Cursi dal vivo), ma è dal 1993 che cominciai a fare performance ed esporre con più consapevolezza e regolarità, ed è per questo che i vent’anni ho deciso di festeggiarli nel 2013!

Sempre al Centro d’arte Masaorita di Bologna infatti (ma che bello quel posto era, e come ci sentivamo una famiglia! Ricordo con commozione Gianni e Maurizio Venturi e tutti loro) feci la seconda performance nel 1993 intitolata ‘La margherita dai petali colorati’, in collaborazione con la musicista tedesca Gaby Bultmann, che ora vive a Berlino.
Anche questo lavoro era una performance multimediale che partiva da una mia fiaba, con immagini, testi, azioni e musiche originali. A quel tempo scrivevo fiabe per adulti (poi le pubblicai anche per un editore per bambini, con dei miei disegni fatti apposta) oltre a dipingere e scrivere, e proprio con le fiabe cominciai a fare performances, con l’idea di perlustrare, con la sinergia dei linguaggi, i diversi livelli simbolici del testo (Sui simboli, le fiabe e la semiotica ci lavoravo molto allora, e feci anche la mia tesi di laurea al DAMS su questo argomento). E da quelle esperimentazioni performative scoprii quanto mi piaceva l’aspetto corporale, fisico, immediato, interattivo della performance e del contatto col pubblico, e così da allora continuai per quella strada con molta gioia e fatica, pur continuando, specie nei primi anni, a dipingere e scrivere. Anzi, le immagini e le poesie che producevo rientravano poi tutte nelle performances, e l’aspetto visivo e verbale fanno sempre parte del mio background e del mio percorso.

Dunque, in quest’anno di festeggiamenti vorrei un po’ fare il punto della situazione e mettere in campo un percorso. Sto lavorando, insieme a un’assistente, all’archivio dei lavori dei progetti e della press, è un lavoro lungo e lungi dall’essere finito, ma ne vale la pena, e già ora si sta rivelando utile e divertente. E vedrete che si produrranno alcune cosette nuove in proposito…

Un importante festeggiamento che sto preparando e di cui sono molto contenta, eccitata e, forse, un po’ spaventata (le responsabilità mettono sempre un po’ di paura, vero?), è una nuova performance collettiva e una mostra (con una serie di lavori nuovi) per l’imminente fiera di Flash Art, il Flash Art Event che si terrà a Milano agli inizi di febbraio. Ecco, ve l’ho detto. Ora non vi anticipo niente sui lavori, che sarà una grande sorpresa.

Vi dico solo che la performance collettiva sarà fatta PER VOI e concepita perchè chiunque vi partecipi, persone che vengono alla fiera, volontari, pubblico, curiosi, ecc.. Partecipare alla performance è molto facile e non è richiesta nessuna esperienza performativa. E’ qualcosa che tutti sono possono fare e sono invitati a fare! Ci sarà soltanto un piccolo contratto di partecipazione da rispettare 😉

Questo nuovo progetto al Flash Art Event sarà presentato da Visualcontainer di Milano e curato da Mark Bartlett, il quale è ritornato a Milano per lavorarci insieme apposta (e abbiamo passato l’Epifania a fare brainstorming come pazzi!) prima di rientrare a Londra. Arriverà presto tutta la comunicazione ufficiale, ma intanto vi anticipo le date dell’evento: dal 7 al 10 FEBBRAIO: la performance collettiva sarà tutte le sere alle 19 o alle 20 (orario ancora da definire..) … per cui ‘save the date’ e venite numerosi a partecipare!

Qui di seguito vi metto la foto recentissima fatta da Alessandro Brunello (che ringrazio) al Frida mercoledì sera, dopo l’Opening al (.Box) di Visualcontainer della rassegna video Playtime curata da Cecilia Freschini (a destra nella foto). Ho pubblicato questa foto perchè è bella e anche per ringraziare la giovane artista Federica Cogo, abbracciata con me, per le bellisime parole che ha detto sul mio lavoro e su questo blog, che mi spronano ad andare sempre più avanti. Queste cose fanno scaldare il cuore e danno un gusto grande e forte a continuare. Grazie Federica!

Da destra a sinistra: Cecilia Freschini, Domenico Veneziano, Federica Cogo e Liuba

28. New York, la crisi e il finanziamento per l’arte del sindaco Bloomberg

Ricevo questa notizia e mi sembra interessante divulgarla … è incredibile, questo mi piace di New York, che anche se la vita è dura nessuno si piange addosso e si cercano sempre soluzioni.
Non c’è voluto molto per rendermi conto, in questi mesi, che la crisi qui si sente eccome, e anche nel mondo dell’arte. Rispetto alla città che ho vissuto nel 2005-2006, quando venni qui per la prima volta e feci le varie mostre con la ‘pazza’ galleria (se volete leggere le avventure potete guardare il diario New York, che è come un preblog, le notizie arrivavano a tutti  attraverso una mailing list) in questo periodo si respira un’aria totalmente differente. Non si sente più l’euforia, la percezione di essere al centro del mondo e con tutte le possibilità in divenire e in potenzialità.

Ora le persone tirano la carretta anche qui, l’ottimismo si è spento, altri luogi stanno diventando il centro del mondo e da altre parti le energie sono propulsive, qui non più. E gli americani lo sentono, e ne hanno anche molta paura. Quasi tutte le persone che conosco lavorano duro, e questo vabbè, ma il peggio è che molti devono fare due lavori, o lavorare una media di 10-12 ore al giorno per sei giorni su sette perchè altrimenti ti licenziano e assumono la miriade di persone specializzate che provengono da altri paesi, disposte ad accettare salari molto bassi …  Anche fra gli artisti e i galleristi non ho trovato più quella gioia ed effervescenza incontrata alcuni anni fa. Tutti gli artisti hanno un altro lavoro, spesso connnesso con le loro abilità (fare video di matrimoni, cucinare e fare catering a domicilio, alcuni fanno i dog sitter, altri lavorano nella chimica o si inventano collezioni di lingerie firmate da vendere). Il punto a favore è che qui si riesce a vendere di tutto (e ancora io mi domando come si fa) e ciascuno riesce a vendere ciò che produce o a vendere sè stesso, ma la richiesta comincia a diventare sempre più bassa.

Ma ora bando alle ciance e vi metto la notizia: il sindaco Bloomberg ha deciso di finanziare, nei prossimi due anni, l’arte a New York, mettendo a disposizione 32 milioni di dollari.
Direi che è una decisamente eccezionale iniziativa, e, scusate se ve lo dico, i nostri politici invece di farci vergognare con la sarabanda di atti osceni, potrebbero rifletterci un po’ su e , ma questo è chiedere troppo, imparare a capire che anche  l’arte è un bene pubblico che giova alla società, e per questo motivo va supportata.

Et voilà, il test odella notizia tratto dal Wall Street Journal:

Bloomberg to Donate $32 Million to Arts

A year after ending a charitable program that pumped nearly $200 million into hundreds of arts and social-service organizations, Mayor Michael Bloomberg is reopening the pipeline to his personal fortune through his multibillion-dollar family foundation.
Beginning Tuesday, Mr. Bloomberg’s foundation will send letters to 250 cultural groups around the five boroughs, inviting them to apply for some of the $32 million the charity plans to distribute to arts organizations over the next two years. “At Bloomberg Philanthropies, we see the arts as fundamental to New York City’s cultural and economic wellbeing,” the letter says.
(read more…..)

e qui sotto…trovate cosa scrive a proposito Giancarlo Politi sulla newsletter di Flash Art

UN INVITO ALLA POLITICA ITALIANA, IN PARTICOLARE A SILVIO BERLUSCONI, PER FARSI PERDONARE ALCUNI SUOI ERRORI O DIMENTICANZE.
Leggete questa notizia: il sindaco di New York donerà 32 milioni di euro all’arte. Solo in USA capitano certe fortune.
E noi che stiamo soffrendo con Tremonti e il Ministro Bondi, per i tagli e le coercizioni, ci rivolgiamo all’On.le Silvio Berlusconi.

Caro Presidente, imiti il sindaco di New York e avrà la riconoscenza del mondo dell’arte italiana.  
Lei certamente non diventerà povero e l’arte italiana starà un po’ meglio.