86. Settimane intense a New York ( e un salto a Montreal…)

Queste ultime settimane sono state veramente intense, come sempre e spesso accade a New York. Il ritmo di Manhattan è piuttosto vorticoso, e ti avvolge, però ciò che mi piace è che questa città è provocatoriamente contraddittoria, per cui si trova il ritmo vorticoso e anche la quiete più pacifica …

Ho fatto veramente di tutto … siete curiosi? Ecco una lista sommaria di queste ultime settimane … !

– Messo l’annuncio su graig list per trovare il web designer che mi aiuta a sistemare il sito del progetto finger moon;

– Ricevuto una valanga di risposte in un paio di giorni, e mi ci sono voluti alcuni giorni completi per valutare i lavori e gli esempi delle persone che si offrivano, e selezionarli per un ‘colloquio’;
– Visto le persone selezionate e scelto la persona (una donna, tanto per cambiare … ) che mi è piaciuta di più, come professionalità, idee proposte e compatibile col budget limitato che avevo a disposizione (e questo grazie a un donatore prezioso che sta sostenendo ‘the finger and the moon’ project);
– Visto molte performances, sia al grace exhibition space, sia ad exib art;
– Visitato il New Museum (mostra the ungovernables: mi è piaciuta parecchio, molti lavori interessanti, a volte molto semplici, ma sotto una lieve nuova variazione di prospettiva. Molti lavori provenienti dai paesi ‘emergenti’, come Brasile, Sud America, India, nord Europa, paesi arabi …);

– Visitato la biennale del Whitney (pollice verso per quasi tutto). Sembrava di essere a una delle più banali mostre di fine anno scolastico, prove e pasticci vari, e nemmeno un articolazione espositiva efficace o interessante …- l’unico lavoro che ho goduto è il Circus di Calder, che non faceva parte della biennale, ma era nella sezione delle opere permanenti …(foto a lato);

– Sono andata a Washington per 2 giorni per rivedere il mio amico storico Mengoz che vive in America da 20 anni e che non vedevo da più di 10 (lui vive vicino a Detroit e fa lo storico di musica antica insegnando all’università). Abbiamo camminato a non finire e parlato e ruota llibera e a raffica delle nostre vite per tutto il giorno e mezzo che siamo stati insieme. A Washington ho anche fatto un’azione lenta in omaggio alla giornata della lentezza 2012 
– Ho tenuto costante contatto con la mia assitente Francesca in Italia, che sta facendo un preziosissimo lavoro di archiviazione cartelle, press e progetti, con la mia collaboratrice antropologa Barbara e la curatrice Alessandra  per lo sviluppo dell’imminente performance ed evento collettivo di Genova
– Ho lavorato a due progetti in progress, site specific su New York: uno è il nuovo progetto del cibo (sto soffrendo non poco con la qualità del cibo che mangio, pur stando quasi ossessivamente attenta a cosa compro o a dove mangio … )‘the food project’ che per ora è incominciato con una serie fotografica estetica-denunciante-riflessiva che ho scattato andando in giro e frequentando la città.
– L’altro è progetto è ‘the finger and the moon’, in corso da parecchio, ma con un nuovo step: sto scattando fotografie alle miriadi di chiese/templi/sinagoghe che ci sono a New York, le più disparate immaginabili e con un mix di architettura, vita, spiritualità sommersa dall’urbanità, che è molto interessante. Questo corpus di immagini del  progetto mi servirà sia per la mostra che per la performance di ‘finger and the moon #3’ da farsi a Genova.
– Ho programmato con jill del Grace Exhibition Space la mia nuova performance sul cibo che farò in questa galleria, e abbiamo faticosamente fissato la data del 16 aprile (poiché io il 18 parto) per cui tutto piuttosto di fretta come al solito, ma qui a New York le cose sono così tante e rocambolesche che a volte si riducono con tempi molto stretti, però almeno qui le cose SUCCEDONO. ‘Make things done’ come dicono qua. Ed è vero. 

– Ho comprato, cambiandola due volte (ma per fortuna qui da H & B – o B & H? non ricordo mai … – compri una cosa, la provi e poi la cambi o la rendi se non ti piace), una nuova macchina fotografica con video HD da bomba e super leggera, che è stato il mio indispensabile strumento per le mie foto site specific. Ma che fatica per me comprare la tecnologia, quando ci sono mille proposte, mille differenze, e mille prezzi dalla a alla z … Ho comprato anche una videocamera HD molto buona con un prezzo interessante, ma non l’ho ancora provata bene (e ho sempre tempo per restituirla) … ma ci ho impiegato un mese a vedere modelli e decidere (e non essendo io una tecnica esperta, ma essendo molto esigente e non ricchissima, mi agito tantissimo … ).
– Ho avuto un’otite fortissima con male alle tempie, che mi ha costretto ad andare al pronto soccorso (poiché non sapevo dove andare) e a farmi toccare con mano il servizio sanitario di qua (quando vi racconterò … ) che fortunatamente con una doppia dose di antibiotici è guarita (spero sia sparita del tutto), ma ho avuto il mio bel da fare a giostrare con la logistica della città, le cose che sto facendo e la forte stanchezza causata da questa cosa …
– Ho passato il giorno di Pasqua con Mario, la mia migliore amica americana Nora e il suo fidanzato, a mangiare i famosi pancakes con mirtilli di Nora e finalmente a sentirmi in famiglia e con le persone a cui voglio più bene
– Ho comprato delle scarpe-sandali estivi di cui sono contentissima, un giubbino di jeans e un vestito optical, con rapporto qualità prezzo eccellente (non mi piace molto fare shopping, però devo dire che ho un occhio fino, e quando non cerco riesco sempre a trovare la cosa di qualità col prezzo giusto, o spesso con un super affare!).
– Ho tagliato i capelli dalla mia parrucchiera brasiliana che l’anno scorso mi è piaciuta tanto, ma questa volta non sono stata molto soddisfatta, e poi mi sono tagliuzzata i capelli da sola per personalizzarmi il taglio (non li volevo corti, ma nemmeno così lunghi come erano, li voglio di differenti lunghezze … ) … forse devo pure ritornarci, perché anche con questi ultimi ritocchi non è che sia proprio un granché (però meglio di quando erano lunghi e dritti come prima, che non si addicono al mio viso e al mio carattere).
– Ho preso il bus per Montreal (sono arrivata ieri sera) perché, dovendo preparare la nuova performance del 16 aprile (per la quale sto creando un video da proiettare live)  ho bisogno di stare al computer tutto il giorno, per cui ho pensato è meglio farlo a Montreal condividendo almeno la sera con Mario – che poi partirò per l’Italia e non si sa quando ci rivedremo – che non stare a Manhattan chiusa in casa nella piccola stanzetta (però anche Mario qui si è preso una casa che è microscopica e buia … ).
Beh, ciò che mi piace di New York è che si riescono a fare cose come in un anno altrove, anche se tutto però è molto faticoso, e questa volta ho sentito molto alcuni difetti e alcune cose difficili di questa città, e, a dirla tutta, Manhattan a volte mi sembra quasi in ‘decadenza’, turistica, superata (ho questa impressione netta, e la sto sentendo da alcune altre persone, sia che vivono qui o che ci vivevano. Qualche fermento nuovo c’è in Brooklyn, ma credo che i tempi d’oro della grande mela forse siano acqua passata (o no?).
Ah, e poi ho scritto un sacco di blog … !! Guardare post passati per credere 😉  
(E un po’ stanchina lo sono … ).