84. La giornata della lentezza 2012 a Washington

Quando ero a Washington cadeva la giornata della Lentezza 2012, organizzata dagli amici italiani di ‘Vivere con Lentezza’. Sia loro che io da anni lavoriamo sulla lentezza ed è stato naturale che ci siamo incontrati e conosciuti e abbiamo fatto sinergie insieme. Il nostro incontro è avvenuto l’anno scorso a New York, quando Bruno Contigiani mi contattò chiedendomi di partecipare alla giornata mondiale della lentezza col mio ‘Slowly Project’ e abbiamo lavorato insieme a New York (per vedere info sul mio SLowly Project guarda qui).
Quest’anno la giornata si è celebrata il 26 marzo e ho accolto l’invito sempre di Bruno a preparare un evento ‘slowly’ da inserire nella rosa di iniziative concomitanti per quella giornata. E quindi feci un’azione lenta davanti alla Casa Bianca, lentissima, così lenta che non sono riuscita nemmeno ad entrare bene nella foto …


32. La slowly performance a Manhattan e all’ Armory Show

“Ma com’è andata la performance per la giornata Mondiale della Lentezza?” Mi chiederete. E’ andata molto bene, anche se è stato molto faticoso per me farla per due giorni, sia a livello fisico che psichico che logistico.
Lunedì siamo stati a Union Square, era una giornata uggiosa e piovosa, ma ci sono stati spiragli che mi hanno permesso di fare la performance. E come al solito le reazioni sono state di stupore, di gioia, di condivisione, di fastidio (i clacson impazzivano quando attraversavo la strada …b).

Qui potete vedere qualche immagine documentativa, frettolosamente montata dalle riprese ( e attenzione, perché per me è così differente quando monto e propongo un video come ‘lavoro’ o quando c’è una mera documentazione della performance’, come in questo caso … )


the Global Day of Slow Living – demo performance from liuba… on Vimeo.

C’era tutto il team di Vivere con Lentezza, con Bruno Contigiani che faceva interviste ai passanti frettolosi, e con lui i ragazzi che cantavano arie di opera tra un’intervista e l’altra …

Mercoledì la performance ha continuato per Manhattan al Metropolitan Museum e in Times Square sino alle tre (e faceva invece un gran freddo, e non ero molto coperta, perché avevo deciso di vestirmi come l’altra performance fatta a New York, ossia con un leggero spolverino di camoscio nero aperto (così fluttuava lentamente) su un completo bianco di golf e pantaloni.

Il pomeriggio sono andata all’inaugurazione dell’Armory Show, sempre ‘lentamente’ …
Volete sapere la verità? Mi sono un po’ annoiata anche a fare la performance, tanto mi è sembrato, scusate se lo dico, artificiale e fastidiosamente mondano l’ambiente (e noiosissime le opere, tranne poche).
Ed io che stavo lì a camminare a rallentatore mi chiedevo che senso avesse tutto ciò, e anch’io, e l’arte in generale …
Anzi forse, essere lì, delicatamente camminando facendo la moviola, e discretamente passando tra la gente festaiola e chiacchiereccia, mi ha dato una sensazione di vuoto e di fanfara, di un sistema dell’arte che usa gli artisti e si diverte alle loro spalle, e sui loro sacrifici e la loro pelle, ogni tanto osannandone alcuni, per poi dimenticarli e usarne poi altri …
Inutile dire che il giorno dopo ero massacrata, il lavoro di muscoli coinvolto in questa performance è abissale, e il continuo controllo dei movimenti è davvero faticoso, e, come sempre il giorno dopo le mie performances, passo una giornata di low pression a letto vegetando e recuperando le energie, senza fare minimamente nulla (ma la mia giornata di riposo manco è stata completa, dato che ho dovuto nel pomeriggio mettermi a lavorare per la performance e la presentazione dei video per il SITE fest, che sarebbero state dopo pochi giorni …