100. Questo è il post 100!

Ecco, siamo arrivati al post n° 100.
Ed io che avevo da scrivere, contorcendomi su me stessa e facendomi male, di alcune disavventure artistiche date dalla crisi imperante che regna in Italia, e che ti fa ritrovare come un coyote che striscia in un deserto senza una goccia d’acqua, ebbene ho deciso però che il post 100 non può parlare di cose difficili o tristi. C’è da stare allegri, se sono ancora qui a scrivervi, se ancora una qualche punta di entusiasmo trapela dai pori, se in ogni caso e per tutto la vita è degna di essere vissuta e immensamente bella, anche nei suoi momenti più sprofondanti…insomma, sono felice di essere qui a scrivere il post 100.

Polypolis, still da video da performance, 2000

Certo che poche settimane fa, quando si avvicinava il post 100 pensavo che ci sarebbero stati scritti a caratteri cubitali nuove avventure o i preparativi del bel progetto da fare in Puglia (che ahimè il Comune e gli organizzatori hanno fatto saltare a una decina di giorni dall’inizio della rassegna, che pure era molto ampia e ambiziosa). Pensavo di parlarvi del nuovo lavoro che avevo preparato, una performance collettiva con workshop preparatorio, che includeva un percorso nel territorio e i cui protagonisti erano le persone e i luoghi. Ma nulla, tutto ciò per ora è ancora e solo nella mia mente e nel mio cuore (e il testo del progetto nel computer di organizzatori e curatori…).
Invece sono qui col post 100 a portarvi un po’ di vuoto. Beh, finalmente sto intravedendo il vuoto buono. Slow down, aria buona (sì finalmente da un paio di settimane sono nella mia amata Romagna dove solo a respirare l’aria già mi sento meglio), bagni nel mare, rosolate di caldo al sole e fresca lettura sotto l’ombrellone ( mi sono divorata Anna Karenina- altro libro trovato nella mia libreria ma che non avevo ancora letto – ma che capolavoro e che sottigliezze psicologiche e quanto succo sulla vita!), qualche buona mangiata con gli amici e parenti (che ringrazio tutti di cuore perchè mi sono stati molto vicino), e, importantissimo, i massaggi shiatsu e dialoghi con Luciano che mi stanno a poco a poco curando l’abisso energetico in cui ero incappata.
Non nascondo che ancora i mostri emergono, per ogni sciocchezza, che a volte piango ogni tre per due quasi a vuoto, che la mia anima fragile è messa alla prova da continue piccole notizie difficili e situazioni indefinite o nevrotiche, non nascondo che ancora molto spesso mi alzo la mattina con un terrore di paura e di ansia che mi prende a capogiro, ma credo che il punto di svolta c’è stato ed ora col post 100 festeggio la nuova risalita, lenta, ma risalita, con dubbi, ma risalita, con ampie voragini di incognito e di indeterminatezza ma gustata con la pazienza di aspettare e di gestire con calma i propri tempi, i propri bisogni e le proprie incapacità (inutile sforzarsi di lottare strenuamente per adempiere a cose che dovremmo ma non possiamo o non riusciamo a fare, no? questa è una verità che è sempre stata difficile da ficcarmi nella testa…a volte la impari solo quando alzi bandiera bianca…).
Mo’ per il post 100 vi metto una frase che mi si è aperta ieri sfogliando il libro di un mistico indiano, non so se rispecchia esattamente quello che sto vivendo, anzi forse ne sono un po’ lontano, però è il bun auspicio per una meta raggiungibile anche se non definitiva:
” L’uomo che si libera dall’io e si risveglia al presente capisce che il nettare della vita, che la verità, la bellezza e l’armonia della vita lo circondano da ogni parte, da tutte le direzioni da dentro e da fuori, proprio come un pesce è circondato dal mare.”
Ciò che auguro a me e a voi, in questo post 100, è di continuare questa avventura che è la vita con l’entusiasmo, il desiderio, la fame di bello, la voglia di sentirsi esattamente dove si deve stare e la fiducia di poter fare ciò che siamo chiamati a fare, arte o non arte che sia.
ps. sulla lentezza ci ho lavorato tanto (e poi me la scordo! …), e mi è venuta voglia di rimettervi qui il link a un paio di miei lavori video su questo progetto, tanto per non scordarsi e non precipitarsi sempre affannosamente sulle cose 🙂
buona visione!
The Slowly Project. Art is long, time is short. Still da video da performance, 2004-2009