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INTERVIEWS/TV

 

2018  LIUBA : une « nonne » dans l’art contemporain. Dialogue avec l’artiste, interview with Ambra Giombini on Art Juice

2016   TV interview at RAI, Italian National TV, RAI3.Tg3 and RAI2 Costume e Società
2015   This is Not a Performance!!! Performance Art As a Social Soul by Damian Killeen in Tablet 2.0
2015   Video interview with Luca Panaro for Centrale Fotografia, Fano
2014   Masterchef – LIUBA partecipation
2013   THE COLLEGIUM Forum & Television Program’ (Berlin), tv interview and videoscreening
2013   Video interview by Egle Prati in talkingart.it
2011   IkonoTV (Berlin)
2010   IL DITO E LA LUNA di Loredana Barillaro for seroxcult.com
2008   Interview with the artist Liuba – Marco Minoletti for ilgiornale.ch
2006   Artè TV, performance at Galerie Parisud, Paris
2005   RAI3, Passepartout
2004   RAI2, TV News
2002   Interview with the artist by Luca Panaro
2001   ART TV, Matchmusic Satellite TV
2000  TeleNovara, Talk Show

TESTI CRITICI SCELTI

 

Ambra Giombini, LIUBA una “nonne” dans l’art contemporain, in artjuice.net, 2018 (FRA)

“J’ai découvert LIUBA grâce à une vidéo où l’artiste, habillée en bonne sœur, prie selon les rituels des principales religions sur la place de Saint Pierre à Rome. Je passe souvent place Saint Pierre et je me demande : qu’est-ce qu’il peut y avoir de bizarre dans le fait de voir une nonne prier au Vatican ? Je décide alors d’approfondir ce sujet avec l’auteur de la vidéo, l’artiste LIUBA…”

full text PDF: Ambra Giombini, LIUBA une “nonne” dans l’art contemporain

 

Roberta Rossi, Tiresia Marittima, testo di presentazione per lo screening di Tiresia Marittima, Cupra Marittima, 2018

“In questo caso mi sono lasciata andare all’interno della performance con la voglia consapevole di emozionarmi, mettendo da parte l’eventuale giudizio altrui.Un’esperienza unica, per la quale ringrazio tantissimo Liuba, ho vissuto il mio paese in una realtà diversa, riscoprendo gli altri sensi al di là della vista, ma  soprattutto, ne è derivato un messaggio, il messaggio che solo la consapevolezza di non vedere, il renderci conto di essere ciechi ci sprona a  ricercare, ad indagare per poter finalmente vedere (cioè vedere un po’ più in là del nostro naso).”

full text: Roberta Rossi – Tiresia Marittima

 

Cristina Principale, Guardando Oltre, in exibart.com, 2017

“Immaginate di camminare per le strade di una città con la vista inibita da un paio di occhiali com- pletamente oscurati e di fermarvi poi in silenzio entro i confini stabiliti di un perimetro al di là del quale c’è un pericolo mortale… immaginate di rispettare il silenzio in attesa di una rivelazione… e aprendo gli occhi di ritrovarvi in una galleria d’arte, “accecati” da un bagliore intellettuale.”

full text: Crtistina Principale – Guardando Oltre

 

Paola Zorzi, LIUBA – Refugees Project a Villa Cernigliaro, in “Il Giornale”, 2017

“Liuba è un’artista affermata in campo internazionale che nel 2013, invitata a presentare il suo lavoro al Kreuzberg Pavillon di Berlino,  nel vedere le tendopoli dei rifugiati a Oranienplatz nel centro di Berlino decise che in quel momento, in quella circostanza, la vita delle persone era più importante dell’arte intesa in senso convenzionale e  che questa doveva avere la precedenza su qualsiasi altra cosa. Pensò  così di  realizzare un lavoro che coinvolgesse i rifugiati stessi invitandoli in galleria e realizzando 3 performance collettive partecipative dalle quali sarebbero poi nate opere fotografiche, video e installative.”

full text: Paola Zorzi – LIUBA REFUGEES PROJECT a Villa Cernigliaro

 

Luca Panaro, Guardare la Luna e non il Dito, in “Visite Brevi”, ed. Quinlan, 2015

“Se è vero che internet rappresenta per l’uomo la realizzazione del suo innato desiderio di ubiquità, quest’opera di Liuba ne è la sua più evidente manifestazione. La facoltà di essere presente simultaneamente in luoghi diversi, normal- mente concessa soltanto alle divinità, può essere virtualmente estesa a tutto il genere umano gra- zie all’utilizzo del web. Non a caso insuccesso di questa tecnologia risiede proprio nella possibilità di moltiplicare il proprio “io” all’interno di un social network”

full text: Luca Panaro – Guardare la luna e non il dito

 

Damian Killeen, Questa non è una performance, in “Tablet 2.0”, 2015

“This may seem déjà-vu, but LIUBA is really still one of the few artist for whom any project or performance idea succeeds directly in expressing the essence of creative action which, through every possible form of engagement or direct or cross-involvement of the audience, invites reflection and, possibly, even action where the situation requires it. She does this with a consciousness, sensitivity and, especially, a social spirit, an inspiration the visual and performing arts, in general, cannot and must not be without.”

full text: Damian Killeen – Questa non è una performanceRoberta Rossi – Tiresia Marittima

 

Ama Lorenz, YOU’RE OUT!, in fairplanet.org, 2014

It is one of these old circle games that we played back in our childhood times: The Trip to Jerusalem. There is one less chair than the number of participants in this game. When music plays people are asked to dance and walk and when the music stops everyone has to find a chair to sit on. Everybody, except one person, will find a chair. And the odd person out will be excluded from the game.

full text: Ama Lorenz – You Are Out

 

Mark Bartlett, LIUBA: Everyday Life, Institutional Critique, and Secular Faith, in “Flash Art Event”, 2013

“Her works, because they change from performance to performance remain open, indeterminant and surprising. But most importantly, because she so stringently adheres to self- denial and authorship, she is able to repeatedly translate, and iterate, what is untranslatable – if performativity is that which brings the event into existence through its enactment, then it is secularized faith in otherness that she stages over and over again, in concrete places like Rimini, Avignon, Brussels, Modena, and Frankfurt, in order to call to, to pray for, heightened attention to the everyday.”

full text Mark Bartlett – Liuba: Everyday Life, Institutional Critique, and Secular Faith

 

Clara DeGalan, “Unhooked from Time” at Gallery Project, in “The Detroiter”, May 1, 2011

Unhooked from Time” has a bunch of fun films on display, all of which combine humor and profundity with varying results. The standout is The Slowly Project, by a Milan and New York based artist named Liuba. It follows the artist, dressed in a gauzy green frock, walking with exaggerated slowness through urban areas in Italy and New York. The soundtrack includes the reactions of people on the street who see her, and find her bemusing, charming, and irritating by turns. To me, Liuba is spellbinding. Her anachronistic, dreamy loveliness and graceful, slow motion movements speak not only on our world’s frantic pace but on what opens up when something occurs to break that pace, causing people to stop, look, and awaken to new possibilities.

full text: thedetroiter

 

Alessandra Gagliano Candela, The Finger and The Moon #3, in undo.net, 2012

“Proprio per questo intreccio, la portata dei risultati umani e culturali di “The Finger and the Moon #3” per certi versi ha superato il semplice fatto artistico, riuscendo a costruire un evento collettivo di grande interesse.

Tanto più importante perché sviluppato con un medium, la performance, la cui singolarità ed apparente caducità, ha fatto sì che fuori dall’ambito ristretto dell’arte contemporanea, sia ancora guardato con un certo sospetto. Emblematicamente, Marina Abramovic nel film-documento girato in occasione della mostra al MOMA nel 2010, sottolinea di godersi la fama mondiale attuale dopo essere stata a lungo considerata una sorta di folle.”

full text: Alessandra Gagliano Candela- The Finger and the Moon #3

 

Stefano Taccone, LIUBA – La performance come apertura alla trascendibilità dell’ordinario, in “Comincia Adesso Blog”, 2011

“Sta allo spettatore, in ultima istanza, scegliere i caratteri dei suoi mondi possibili e desiderabili ed adoperarsi eventualmente affinché si traducano in realtà, mentre alla performer-scultrice di situazioni non spetta che dare il là, innescare quel meccanismo che metta in moto le facoltà umane e le conduca a generare nuovi pensieri ed azioni che siano specchio di un retroterra innanzi tutto individuale ma anche collettivo, risvegliare nel singolo e nella moltitudine la consapevolezza della sua potenza costituente.”

full text: Stefano Taccone – LIUBA – La performance come apertura alla trascendibilità dell’ordinario

 

Luca Panaro, The Finger and The Moon Project, in “ARTKEY”, 2009 

“In The Finger and the Moon #2 Liuba dimostra di avere compreso questa particolarità del nostro tempo, indirizzando la propria ricerca in quella direzione. L’ubiquità ottenuta mediante le odierne innovazioni, acquista un significato particolare anche in relazione al contenuto del messaggio trasmesso. La performance ha infatti come tematica la riflessione sulle principali religioni del mondo, evidenziando affinità fra Ie differenti modalità di preghiera concesse.”

full text: Luca Panaro – LIUBA. The Finger and the Moon Project

 

Mark Bartlett, Saint LIUBA appears in the Piazza San Pietro, in “The Finger and The Moon Blog”, 2009

“Lest it be thought that Liuba acted callously and merely to provoke violence with a naïve impunity, while risking a polymorphous and perhaps perverse blasphemy and a pointless martyrdom, it is crucial to understand that she studied with an Imam to pray as Muslim’s do; was advised by a Rabbi; studied Brahman and Zen rituals; and with an Inuit shaman. Finger and the Moon was performed with great care and accuracy, with sincere devotion and is a genuine and groundbreaking work of religious art, in the ecumenical, scholastic traditions of Thomas and al- Falsifa.”

full text: Mark Bartlett – Saint LIUBA

 

Marco Minoletti, LIUBA si pronuncia a passo lento, in “Il Giornale”, 2008

“Prende vita – così- una creazione in cui, oltre ai vari strumenti di lavoro a lei congeniali : il proprio corpo, la parola, la poesia, gli oggetti, l’ambiente circostante, i suoni, i colori, il video, anche  lo spettatore viene ad assumere un ruolo attivo nell’interazione cortocircuitante che viene posta in essere dalla performance interattiva. Performance che non vuole essere la cifra simbolica di una trasformazione radicale dell’esistente, ma che si pone come stimolo all’autocoscienza per mezzo della produzione di oggetti poetici comunicativi.”

full text: Marco Minoletti – Liuba si pronuncia a passo lento

 

Irina Zucca Alessandrelli, Chelsea Sabotage, testo critico per la mostra Chelsea Sabotage, Weiss Pollack Gallery, New York, 2006

Liuba’s main interest in doing this provocative performance is the social aspect of the reactions, a sort of anthropological point of view. The audience’s reaction, in fact, provides a direct and immediate take on a country, a people, and its issues. At the SOFA, Liuba generated such an angry reaction that she was forced by the Show Management to leave the fair. The ironic aspect of this strong reaction is that security guards spent at least 20 minutes explaining to her what the red dots mean in the U.S. before they pushed her out, confiscating her cameraman’s ID and passport “because people pay for having a booth and people pay for visiting the fair,” as they kept repeating in the video.

full text: Irina Zucca Alessandrelli – Chelsea Sabotage

 

Luca Panaro, Il Ragnatelone, testo per il progetto Mostra in Cantiere, Modena, 2004

“Giorno dopo giorno, l’artista, come un ragno a caccia d’insetti, fabbrica il suo dispositivo a rete con l’aiuto del pubblico partecipante. Il RagnaTelone che Liuba ottiene non impedisce le normali attività ricreative svolte in questo luogo d’aggregazione, le ostacola semplicemente, obbligando anche voi che siete riusciti ad entrare, ad interagire con gli elastici, scavalcandoli con agilità o a volte rimanendone piacevolmente impigliati.”

full text: Luca Panaro – Il Ragnatelone

 

Stefano Verri, LIUBA, 2004

“La graffiante poetica di Liuba mette in pista la rozzezza ed i controsensi delle dinamiche sociali instaurando dei meccanismi a cortocircuito che destabilizzano il sentire comune. La performance, quindi un’azione estemporanea ed inaspettata, diventa il mezzo attraverso cui l’artista ci rende partecipi della sua sensibilità del suo personalissimo modo di vedere ed interpretare le cose.”

full text: Stefano Verri – LIUBA

 

Patrizia Silingardi, AlphaOmega, testo critico AlphaOmega, Modena, 2002

“Su una “sedia” che le stringe polsi e caviglie, vestita di bianco innocente e lacerato, Liuba simula una morte feroce e premeditata. Sul suo corpo scorrono immagini video di un parto, di un inizio ospedaliero di vita. Il taglio del cordone ombelicale corrisponde sincronicamente alla celeberrima e assassina luminazione elettrica. Nascita e morte si mischiano nella stessa ancestrale intensità di grida, di luci e di suoni.”

full text: Patrizia Silingardi – Alphaomega

 

Fabiola Naldi, Mummie Vincenti di una nuova Metropolis, in “Juliet Art Magazine”, 2001

Attraverso i pensieri recitati, Liubapare volerci avvertire che esistono altre possibilità, che le “vie d’uscita” possono essere non solo d’emergenza e che i protagonisti principali del reale rimaniamo comunque noi con le nostre scelte e le nostre prese di posizione, espresse, durante l’esecuzione dell’azione, dalla metafora del liberarsi delle scatole narcotizzanti che ci lasciano prigionieri passivi di una dimensione indotta ma non permanente.

full text: Fabiola Naldi – Le Mummie Vincenti

 

Luigi Bianco, Corrispondenza Privata, 2001

“Da lontano, segue lo tue evoluzioni artistiche e noto progressi notevoli (indipendentemente dalla molteplicità degli interventi): hai forse raggiunto quell’equilibrio che unisce stilisticamente ragione e sentimento, voglia di urlare contro le ingiustizie sociali e desiderio poetico del dire sublimando. Forse hai capito chi sei e cosa vuoi (impresa difficilissima): le ultime tue scelte lo confermano, come lo conferma quella poesia-dichiarazione d’intenti del 99 (“lo stile è la pellicola della vita” è sintesi chiara e fulminante, più vera e profonda di tante argomentazioni estetiche-filosofiche, e lo dico io che sono distante dallo stile).”

full text: Luigi Bianco – Lettera

 

Giorgio Bonomi, Il corpo messo a nudo, anche, in “Il Titolo”, 2001

“Nell’ambito della performance – ricreata con contenuti, intendimenti ed anche forme diverse da quella degli anni “d’oro”, cioè sensibile ed attenta agli sviluppi estetici e sociali degli ultimi trent’anni – va segnalata Liuba, artista bolognese che utilizza il proprio corpo come elemento oggettivo di comunicazione, legato ad altri registri, da quello musicale a quello teatrale, da quello verbale a quello costruttivo. Il tema comune delle sue performances, video, fotografie, è quello della liberazione dai limiti che l’uomo, come tale, si trova ad avere, a causa sua e degli altri: indicativi sono gli stessi titoli dei suoi latvori, da Via d’uscita, a S–catenarsi, a Oltre il limite.”

full text: Giorgio Bonomi – Il corpo messo a nudo, anche

 

Bruno Sullo, Sense and Sensibility, testo critico per Polypolis, Salara, Bologna, 2000

“Certo, è un’assunzione di responsabilità non insignificante: le performances di Liuba sono metafore del vivere moderno, parabole beuysiane concepite allo scopo di lacerare le apparenze e svelare ciò che si agita dietro le quinte della vita, in ordine ad un progetto di “ricognizione spirituale” e perfino di “terapia” utile a rendere libera e felice l’esistenza di ciascun (e qualunque) essere umano. È un impegno nobile, e soprattutto assunto con grande calore: e proprio per questo è particolarmente rischioso.”

 

Roberto Vitali, Le Mummie Vincenti, testo critico per Le Mummie Vincenti, performance a Villa Serena, Bologna, 2000

“Si tratta insomma di un’operazione per nulla asettica; di una provocazione volta a far pensare il non passivo spettatore.Non a caso le“mummie vincenti” evocate dall’artista in diversi modi altro non sono che coloro la cui presunta vittoria si fonda sulla chiusura in se stessi ignorando gli altri, tragici commedianti di una storia che riduce l’uomo ad un manichino privo di vita la cui “vittoria” ha come prezzo una morte di cui neppure ci si accorge.”

full text: Roberto Vitali – Le mummie vincenti

 

Attilio Fortini, Liuba Picini. Le parole – le immagini- il sentimento, testo critico per performance, 1996

“Le parole s’avvinghiano alle immagini, queste alle parole, come nel tentativo di individuare ciò che le sorregge.
Queste parole ed immagini di Liuba pare che riecheggiano ciò che le sottende: il sentimento. Di questo esse traggono sussistenza per la loro vita.”

full text:  Attilio Fortini – Le parole – le immagini – il sentimento

 

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