Sono una performance artist e video artist che lavora con performance, video, fotografia e progetti site-specific interattivi e partecipativi.
Il mio lavoro si occupa di tematiche sociali, geografie antropologiche, questioni filosofiche, comportamento umano, interattività e casualità. La mia ricerca si basa sull’analisi della società contemporanea, indagando le contraddizioni e i problemi sociali della vita quotidiana, non senza una dose di ironia.

Mi interessa e mi piace lavorare con azioni performative site-specific che irrompono provocatoriamente nella vita quotidiana, e col video come opera che assembla la performance, le reazioni delle persone e le identità dei luoghi coinvolti. Negli ultimi anni sto lavorando sempre più con performance partecipative dove il pubblico è coinvolto direttamente nell’azione.

Ho presentato il mio lavoro in musei, rassegne e gallerie in ambito nazionale e internazionale, fra i quali Artissima,   (Torino) PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea (Milano), Art Basel (Basilea), The Armory Show (New York), Scope London (Londra), Séquence, (Quebec Canada), Kreuzberg Pavillon (Berlino) Grace Exhibition Space (Brooklyn New York), Museo di S. Agostino (Genova), Native Museum of Mashteuiatsh (Canada), Image Movement (Berlino).

Vivo e lavoro tra Berlino Milano e Rimini.

 

Immagine dalla performance partecipativa Tiresia Marittima del 9.4.2017 all’opening della personale di LIUBA alla Galleria Marconi di Cupra Marittima.

E qui una bella recensione di Cristina Principale su Exibart

Posso dire di essere utopica, sognatrice, viaggiatrice, ironica (quando dò il meglio, altrimenti a volte sono piangereccia), mistica, forte, coraggiosa, amante del mondo, delle persone, della vita.
Amo usare molti linguaggi espressivi, connettere molte persone, ascoltare molte religioni, avere capra e cavoli e la botte piena col marito ubriaco. Per questo motivo a volte scoppio vado in catalessi per alcuni giorni poi sempre mi riprendo e riparto con più entusiasmo di prima. Ho bisogno di dormire molto.
Ho cominciato a dipingere, scrivere e ballare (in quest’ordine) fin da piccolissima, oltre che a giocare a tennis e fare sport. Mi sono formata al Classico e mi sono laureata in Semiotica dell’Arte con Umberto Eco e Omar Calabrese all’Università di Bologna e questa formazione semiotica è molto importante per il mio lavoro artistico. Sono stata molto influenzata anche dalla poesia e dalla figura di mio zio Elio Pagliarani, dai suoi rari ma strategici consigli e dalla sua attitudine performativa.

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LIUBA

GUARDANDO OLTRE

solo show and participative performance

Galleria Marconi, Cupra Marittima, AP, Italy

dal 9 aprile al 6 maggio 2017

 

La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 9 aprile alle 18.00 presenta Guardando oltre personale di LIUBA, mostra che si avvale del contributo critico di Valentina Falcioni. La mostra è organizzata da Galleria Marconi e Marche Centro d’Arte.

LIUBA alla Galleria Marconi, oltre alla personale Guardando oltre, presenta una nuova performance collettiva partecipativa urbana, intitolata “Tiresia Marittima”, al quale il pubblico è invitato a partecipare. A coloro che parteciperanno alla performance verrà rilasciato un attestato di partecipazione autografato dall’artista.

La personale di LIUBA è il quarto appuntamento della rassegna Di versi diversi?, che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2016/2017. La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La mostra potrà essere visitata fino al 6 maggio 2017 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 – 19.30.

“Le opere e il percorso sapientemente tracciato da LIUBA hanno lasciato riaffiorare le parole che il poeta e filosofo libanese Kahlil Gibran stese nel 1926 in Sabbia e spuma: “Tu sei cieco, ma io sono sordo e muto; sicché, prendiamoci per mano e comprendiamoci tra noi”. In un passato remoto la cecità era il segno distintivo di una persona dotata di vista interiore, era un dono sacro che convertiva l’uomo in veggente, era e lo è tuttora un attributo dell’anziano, illuminato detentore di saggezza. Senza interferenze visive si tende ad acuire gli altri sensi, ma soprattutto si è capaci di leggere e parafrasare i sospiri, le pause, i silenzi, le vibrazioni della voce, le impercettibili tensioni muscolari. Nel buio si è in grado di scremare gli ornamenti della comunicazione verbale e di percepire la verità occulta, la voce del subconscio, l’essenza delle circonlocuzioni. Quelli che comunemente denominiamo normodotati, spesso guardano, ma non vedono. Pertanto, senza una reale presa di coscienza, le loro orecchie sono sorde ai messaggi reconditi che l’altro emana, non ne percepiscono la trama più sottile e di conseguenza le labbra diventano incapaci di parlarne con cognizione di causa. Ecco, LIUBA sarà un bastone telescopico lungo un’escursione tesa alla scoperta della cecità spirituale, fisica e socio-culturale per sciogliere confini tracciati da un analfabetismo empatico”. (Valentina Falcioni)

La mostra è un percorso che include una riflessione sulla cecità, sia fisica che mentale, si collega anche al tema dei rifugiati e del ‘non vedere’ l’altro da sé e la sua umanità. A questo proposito LIUBA spiega: “Ho scelto di lavorare sull’idea di cecità, sia fisica che mentale, concepita sia come disagio reale dei non vedenti, ma anche come metafora della cecità e superficialità che permea il nostro mondo contemporaneo, dove fra social media, fretta e contatti fugaci, non riusciamo piu a ‘vedere’ in profondità, diventando, in un certo qual modo, ciechi. Ciechi al senso della vita, ciechi alle piccole cose, ciechi ai bisogni degli altri. Il tema della cecità, disabilità reale e metafora più ampia che ingloba la nostra non-percezione del reale, lo collego, per evidenti ragioni, alla problematica della migrazione dei rifugiati, persone che lasciano la loro terra per problemi molto gravi, che spesso sono ‘visti’ in maniera stereotipata o addirittura strumentalizzati a fini politici, con la conseguenza che molte persone ‘non vedono’ la loro storia umana e la comune appartenenza che abbiamo con queste persone.”

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