144. Una foto trovata mentre rifaccio il sito

Sto lavorando con una giovane e bravissima web designer and developer australiana per rifare il mio sito personale (finalmente! erano alcuni anni che volevo rifare tutto ma non avevo trovato in passato la persona giusta e in Italia non mi piaceva come i webdesigner lavorano, nè le cifre esorbitanti che molti di loro chiedono, mentre qui a Berlino sapevo che avrei trovato la persona adatta!) e sto risistemando tutte le foto. spulciando qua e là ne ho trovate due, molto diverse fra loro, che mi è venuta voglia di mettervi qua! Forse perchè entrambe mi stanno simpatiche e in entrambe mi rappresento! (oddio…lo so che sono una persona dalle tante sfaccettature e dell’unione degli opposti! )

143. Refugees Hunger Strike

Qui a Berlino ho ripreso a lavorare intensamente e parecchio. Ho l’aiuto di una persona che parla italiano che sta per 6 ore con mia madre, occupandosi di lei, così in quel tempo io sono libera di lavorare ai miei progetti.

E tutto sta andando avanti: il video di The Finger and the Moon #3, che è finito e di cui ho gestito con un tecnico alcuni problemi tecnici inerenti l’rsportazione del filmato HD, Poi sto rielaborando nella parte tecnica anche il video The Finger and the Moon #2, invitato a un festival di videoarte in Baviera quest’estate ( e lo volgiono già da ora), poi sto facendo un sito nuovo di zecca insieme a una bravissima web-designer and developer austrraliana, con la quale stiamo lavorando molto bene insieme e pure velocemente…non vedo l’ora che sia online!

e, last but not least, sto proseguendo con le riprese e la ricerca sulla situazione dei rifugiati e dei lampedusa people. Recentemente è stato sgomberato il campo profughi di protesta ad Oranienplatz. Alcuni sostengono che c’è stato un accordo e un patto fra i rifugiati e il comune, altri, compreso alcuni di loro, sostengono che il patto era più uno specchietto per le allodole e i media, che un passo concreto verso la risoluzione della loro situazione, per cui si è creata una ulteriore resistenza, ed è stato iniziato uno sciopero della pace in Oranienplatz.

Qui di seguito potete vedere un video, fatto appeno lo sciopero della fame cominciò ( e montato mischiando velocemente anche dell’altro materiale che avevo archiviato, in attesa di fare un lavoro video più ampio su tutta questa situazione), e delle foto fatte ieri, due settimane dopo.

 

142. Ho portato la mamma 83enne a Berlino

Ho preso la decisione coraggiosa di portare mia mamma a Berlino con  me. Non poteva rimanere da sola a Milano con solo la donna delle pulizie che viene mezzagiornata, poichè negli ultimi anni ha perso la sua lucidità mentale, nè tantomeno volevo lasciarla a una badante fissa, come quasi tutti mi avevano consigliato.
Ho pensato che per lei fosse meglio stare con me che stare nella sua casa con un’estranea, e per me era più tranquillo, seppur faticoso, gestire mia mamma a Berlino abitando insieme piuttosto che a distanza.

Detto fatto, un bel giorno di sole (fortuna vuole che questa primavera è magnifica, sia in Italia che in Germania) abbiamo preso l’aereo e siamo atterrati a Berlino. Appena arrivati mia madre era contenta, non stanca del viaggio, ed entusiasta di vedere una città fresca, giovane, rilassante, con molti parchi, verde e aria buona, e dove tutti – come lei mi rimarca spesso – sono sempre sorridenti.
Ed io sono felice di poter condividere del tempo con lei, e che lei, finalmente, possa condividere un po’ la mia vita per il mondo a fare arte.

Anche gli amici berlinesi mi dissuadevano da questa scelta, ma io mi ero bene informata dai medici e specialisti prima di partire, avevo portato mia mamma da tutti i medici necessari e rinfrescato tutte le terapie. Ognuno di loro mi diede l’approvazione dicendo che, anche se gli anziani sono affezionati alla loro casa, è molto meglio per lei stare con me in un altro luogo che stare con un’altra persona nella sua casa, e così è stato. Ho trovato inoltre una persona che parla italiano che sta con lei 5-6 ore al giorno di modo che ho ripreso a lavorare, a montare il video, a scrivere il blog, a vedere mostre e a prendermi un pochino del mio spazio.

E Berlino è una città dove mi sento davvero a casa, serena, tranquilla, stimolata ma non stressata. un bel mix fra l’esperienza di New York e la mia Bologna dei tempi dell’univeristà e post università – ho abitato 13 anni a Bologna, amandola un casino! (paragone strano vero? ma è l’esatto mix di queste due esperienze bellissime in due città diverse).

Berlino è una città dove è facile lavorare e collaborare, è piena di creativi in ogni senso ed è facile ricorrere a persone che ti possono aiutare, che provengono da tutto il mondo. Ci sono un sacco di artisti, ma per quanto mi riguarda mi sta interessando stare a berlino più per produrre i miei lavori che per prendere nuovi contatti. sento che è proprio il tempo dell’azione. Però vado regolarmente a vedere mostre. A volte porto appresso pure lei 🙂

140.A Gianni

Caro papà,

ti scrivo per dirti che ti sono vicino. Ti penso costantemente e ti mando energie positive e di amore.
Ti ringrazio per quello che fai e hai fatto per me. A volte sei stato duro, però da questa durezza ho imparato, e credo che mi potrà essere di aiuto nella vita.
Nel periodo della tua malattia ho cercato di fare tutto il possibile per darti il mio aiuto e per starti vicino, cercando anche però di rispettarti e di accogliere i tuoi desideri. A volte mi è stato difficile, poiché una parte di te non accettava di essere aiutato da me.
Ho sempre avuto un desiderio forte di fare amicizia con te, e ho sempre sentito questa mancanza, forse questa nostalgia di un rapporto sereno, amichevole e divertente con te. Questo rapporto è nei cuori nostri, ci è rimasto impresso, durante la tua vita non si è espresso molte volte, eravamo entrambi poco capaci di farci capire dall’altro, entrambi feribili al primo colpo d’occhio, e reagivamo in maniera diversa. 

Io vedo la tua anima, un’anima gentile, divertente, buona, onesta, fragile, profonda, anche se tu la nascondevi quasi con tutti. Forse per proteggerti. Ma la tua anima è bella e parla con la mia anima, e noi ci amiamo profondamente. Io, forse per contrasto, ho fatto del mio tirar fuori l’anima il mio modus vivendi e la mia realizzazione personale e professionale, esponendomi sempre e profondamente in prima persona con la mia arte.
Ti invio tutto l’amore che ho nel cuore, ti sono vicino ovunque ora tu sia, ti sto mandando a distanza pensieri di amore e di affetto. Secondo la mia esperienza, queste energie funzionano meglio delle parole, delle cose, dei gesti. Sono certa che tu mi ascolti e sorridi. Profondamente eri molto ironico.

E sei stato grande papà, hai compiuto cose grandi, sei stato bravissimo. E in tuo onore io continuo la mia strada, col tuo supporto trasformato ma sempre presente, con la tua forza in me, e col desiderio di farti ancora inorgoglire di ciò che faccio. So che ora mi capisci più che mai, e scusami se in precedenza non siamo riusciti a comunicare davvero. ma un modo tutto nostro di comunicare e di dirci che eravamo importanti l’uno per l’altro c’è stato, e ce lo siamo detti.

Voglio trovare e pubblicare la tua poesia sulla russia.