51. Corpo performance e conoscenza di sè

Dal 22 al 25 settembre, nel mezzo dell’Appennino Emiliano, presso l’Associazione Culturale Geart in un borghetto isolato in mezzo alle colline, dalle parti di Tolè, terrò un corso-laboratorio intensivo intitolato CORPO, PERFORMANCE E CONOSCENZA DI SE’. Sarà incluso il dormire e il mangiare biologico amorevolmente cucinato dalla mia amica storica Danusia, che ama cucinare manicaretti con gli ingredienti che coltiva lei.

Qui di seguito il programma dettagliato e le informazioni pratiche. Vi aspetto numerosi, ci divertiremo un mondo!!
Corpo, performance e conoscenza di sé
Condotto da Liuba
Un cammino per esplorare territori della propria psiche attraverso il corpo e l’arte
Il corso-laboratorio si propone di stimolare le persone alla conoscenza del proprio essere autentico attraverso la scoperta delle potenzialità creative
che tutti noi abbiamo e l’uso del corpo e della performance come mezzo per conoscerci e conoscere.
Contenuti:
Il corso si struttura in tre tematiche intersecate:
Lavoro sul corpo: tecniche di concentrazione; tecniche di respiro; consapevolezza corporea; la postura e i movimenti; esplorazione delle possibilità performative del corpo.
Lavoro sulla psiche: scoperta del sé attraverso tecniche multimediali con danza, musica, colore, parole; individuazione dei propri bisogni creativi ed espressivi
Lavoro sulla performance: definizione di performance e di multimedialità; individuazione e sviluppo di un tema performativo; lavoro individuale e in piccoli gruppi; creazione di performance personali
Tempi e Struttura:
Il corso-laboratorio si svolge dal giovedì sera alla domenica pomeriggio nella cornice dello splendido borgo Ronchesano, sede dell’associazione culturale Geart.
I pasti sono preparati con amore da Danusia con ingredienti bio autoprodotti e coltivati nel borgo.
GIOVEDì SERA:
arrivo, accoglienza, cena
dopo cena: conoscenza dei partecipanti, visione di video di performance
VENERDI’ MATTINA: dalle 10 alle 13
Lavoro sul corpo: tecniche di concentrazione, tecniche di respiro, consapevolezza e studio delle posture, la semiotica del movimento
Pranzo
VENERDì POMERIGGIO: dalle 16 alle 19
Lavoro sulla scoperta del sé, esercizi con danze, colori, suoni e parole. Il conoscersi e l’esprimersi; Individuazione di un tema performativo personale; lavoro individuale e in piccoli gruppi.
Cena
SABATO MATTINA: dalle 10 alle 13
Sviluppo del tema performativo personale e tecniche di espressività multimediale; lavoro individuale e di gruppo; esperimenti di collaborazione interattiva
pranzo
SABATO POMERIGGIO: dalle 16 alle 19
Approfondimento delle performance emerse precedentemente; utilizzo di linguaggi appropriati; ricerca di possibili materiali occorrenti nella campagna circostante
cena
DOMENICA MATTINA: dalle 10 alle 13
Messa a punto delle performance prodotte ed ultime elaborazioni
Pranzo
DOMENICA POMERIGGIO:  dalle 16 alle 18
Presentazione al pubblico delle performances elaborate e create durante il corso
A chi è rivolto
A tutti coloro che si vogliono mettere in gioco e scoprire sé stessi attraverso l’arte performativa e la multimedialità.
A chi desidera passare dei giorni rilassanti e benefici in un luogo incontaminato dedicandosi alla creatività e al benessere personale
Questo corso è un corso base.
E’ in preparazione un livello avanzato, pensato per artisti, studenti di Belle Arti e del DAMS, operatori culturali e chiunque abbia partecipato al corso base e che voglia approfondire le tecniche e le tematiche della performance contemporanea.
Dove e quando
Da giovedì 22 a domenica  25 settembre 2011
Presso Associazione culturale Geart 
Via Vedegheto 1096/b/c – 40060 Savigno (Bo)
Previo accordo con la conduttrice del corso è possibile anche arrivare venerdì 19 agosto

Per iscrizioni e informazioni: 333/4239255  –  338/5897819
Termine iscrizioni: 20 settembre
Numero partecipanti: mimino 5 – massimo 15
 
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Informazioni sulla conduttrice del corso
Liuba si è laureata al D.A.M.S di Bologna in Semiologia delle arti ed è artista internazionale che lavora con performance, progetti interattivi  e video. Ha esposto e fatto performance in musei, gallerie e importanti rassegne in diverse parti del mondo. E’ esperta insegnante con esperienza decennale di laboratori corsi e docenze, tutti incentrati sull’Arte e la creatività.

50. Serate estive

Sarà banale, ma adoro le sere d’estate, anzi adoro l’estate, tutta. Adoro il caldo, adoro mettere vestiti leggeri, adoro camminare nuda per casa, adoro sentire il caldo e sapere che anche domani sarà caldo.
Sto scrivendo qui ora, sopra il letto della mia camera di Viserba, che dà sulla grande terrazza che dà sul mare. E’ come se la mia camera fosse all’aperto, ho il cielo davanti e sopra, ho una porta finestra gigantesca e la mia camera è come un rientro della terrazza. Sono fuori e dentro al tempo stesso.
La musica di Yiruma è perfetta e si sposa con la calma del mio stato d’animo e la brezza marina che mi raggiunge sul letto. Vedo il cielo blu della notte e le lucine sul mare. E’ che adoro il mare. Posso essere dovunque nel mondo, ma poi l’estate per me deve essere di base qui, in Romagna, nella casa con la grande terrazza, col mare lì sotto.
E’ un po’ che non scrivevo, sia perché per alcune settimane ho lavorato tantissimo in varie direzioni (comprese alcune mostre di video alle quali mi hanno invitato che prendono molto tempo solo per mandare i materiali e prendere gli accordi – non mi piace per niente occuparmi di queste cose di … segreteria, ma finché non trovo un assistente … !! … ) e poi mi sono presa un po’ di vacanze, sia in Liguria qualche week-end da Milano, e ora qui, dove sono arrivata da circa una settimana. Oggi ho ripreso il computer, e mi rimetterò anche a lavorare, ma con più calma, e con la libertà del mare qui davanti che mi accoglie ogni volta che decido di smettere la mia attività e vado a tuffarmi nell’acqua (che non sarà la meraviglia di alcuni mari del sud ma ha spesso dei colori bellissimi, e poi è il mio mare). L’estate diventa così pure uno dei momenti più creativi per me, dove nessuno mi corre dietro, dove non mi devo occupare di mandare materiali ai curatori, parlare con galleristi, andare ad inaugurazioni, descrivere progetti, ma posso concentrarmi solo sulle mie idee, i nuovi progetti e i video.

L’altra sera ho fatto una cena sulla terrazza, ho invitato 14 persone e mi sono divertita a cucinare tutto io dall’antipasto in poi (a parte il dolce che l’hanno portato, e preferisco cucinare salato!), e avevo davvero voglia di coccolare i miei ospiti e cimentarmi in una cena con molte persone (di solito faccio le feste a buffet o le cenette in 4-6 persone al massimo). E poi riprendere a cucinare un po’. Mi piace molto, ma non lo faccio spesso, un po’ per le varie peripezie artistiche di qui e di là e tutto il lavoro che c’è dietro, un po’ anche perchè da quando, ormai parecchi anni fa, ho risolto dei problemini fisici facendo attenzione alle intolleranze e al cibo, mi piace mangiare in maniera molto semplice e sana: grandi insalatone, tanta frutta e verdura, paste semplici, non mischiare proteine, ecc. Per cui non sento l’esigenza di cucinare elaborate ricette, almeno non per la dieta quotidiana. Quando sono qui in Romagna però, riprendo possesso del mio piacere per far da mangiare, anche perché dà gusto trovare gli alimenti primi buonissimi che prendiamo dal contadino direttamente nella campagna qui dietro. E che gusto mangiare le uova dalle galline ruspanti, che hanno un gusto che nessun uovo del supermercato riesce più a ricordare, e poi il sangiovese genuino, senza sulfiti che mettono mal di testa, che ne puoi bere litri e ti viene solo da ridere, e la frutta saporita che proviene direttamente dall’albero, e il pesce appena pescato. Sì questi sono alcuni dei miei piccoli e quotidiani piaceri dell’estate romagnola (e per stare in tema di cibo, vogliamo parlare di tutti quei meravigliosi ristorantini sulle colline dove fanno la pasta in casa mangi da dio e non spendi nulla?), che amo molto condividere con le persone care. E adoro avere la casa aperta, adoro stare di base qui e finalmente non spostarmi qui e là ma aprire le porte agli ospiti e alle persone che vogliono venire a trovarmi.
Adoro anche incrociarmi qui con i miei genitori, che di solito arrivano in agosto, ed è l’unico periodo dell’anno in cui viviamo insieme, e ne godo molto (oddio, non è che non ci sono stati gli anni in cui litigavamo e basta oppure dove un giorno sì e un giorno no facevamo le tragedie, però crescendo si migliora, ed ora la convivenza estiva è qualcosa di dolce che desidero, aspetto e assaporo volentieri).
E pure è bello avere lo zio e la zia di Roma nell’appartamento di sotto (vi ho già parlato del mio zio poeta, vero?), ci ritroviamo tutti d’estate e finalmente possiamo condividere parecchio tempo e ritrovarci sotto l’ombrellone. Ho una famiglia molto piccola, ma ne sono molto legata. Mi sarebbe piaciuto avere quelle grandi famiglione, che si ritrovano in 40 per ogni Natale, ma, come dice mia mamma, siamo 4 gatti, ed io ci tengo tantissimo.

P.S. mi è venuto in mente che avevo scritto, molti anni fa, una poesia sulla terrazza, i cui stati d’animo assomigliano molto a quelli di ora … la vita è un ciclo continuo! …
Ora cerco quella poesia e se la trovo ve la metto (chissà perché ho scritto miriadi di poesie dai 12 anni sino a una decina di anni fa, e poi ho smesso quasi totalmente (di scrivere poesie, non di ‘scrivere’).

Ho trovato la poesia, eccola!

Solstizio d’estate

Solstizio d’estate
la sera piu’ lunga dell’anno
qui sulla terrazza col blu
turchino che mi sovrasta scurendosi
lentamente.

Vorrei fermare il tempo
bloccarlo  come fosse eterno
sempre uguale e sempre diverso.
“Attimo sei eterno”:
ed è vero
ma poi passa e arriva il dopo.
Il tempo non ti scappa dentro
– quando sei pieno –
ma scappa nelle cose
e nelle situazioni che ti circondano
smerigliato castello di merletti
fragili
ricami bianchi sopra il lembo
della terra.
Brandelli di memorie
che domani
raggiungeranno l’oggi.

Vorrei bloccare il tempo
eternare
la bellezza del contatto.
Così in Cornovaglia, allora, il viaggio:
quando mi accorsi che era all’apice
e da quel punto
dovevamo tornare indietro
la metà in discesa
rivoli di nostalgia
– non è piu’ –
traboccarono gli occhi
di rugiada amara
sul mio volto innamorato.
Eppure
eri ancora al mio fianco.
Guizzante lampo di luce
che forse intuiva
un circolo che si chiude.
Bello precario di cui sai
che sarà altro – poi.
Ed è così la strada.
Il fiume fluisce ma c’è sempre.

Vorrei bloccare il tempo.
È bello qui
guardare le stelle
                                       “Attimo sei eterno”
ad una ad una
solstizio d’estate
musica e pace intramontabile.                        

21/6/1992